La Nuova Ferrara

Ferrara

OPERAZIONE DEI CARABINIERI

Si travestiva da donna prima di compiere i colpi

La parrucca usata da Paralovo per compiere le rapine
◗
La parrucca usata da Paralovo per compiere le rapine

I carabinieri hanno sgominato una banda. Cinque arresti tra cui un ferrarese: tutti accusati di rapine, furti e spaccio di droga. Colpo anche in una gioielleria di Mirabello

3 MINUTI DI LETTURA





BERRA. C’è anche un berrese coinvolto nell’operazione compiuta dai carabinieri di Padova ieri mattina all’alba che ha portato all’arresto di cinque persone mentre altre cinque sono state sottoposte a misure cautelari,. I destinatari delle ordinanze di custodia sono i componenti di una associazione a delinquere che era finalizzata alla commissione di rapine e furti ed anche allo spaccio di sostanze stupefacenti. In tutto sono state trantacinque le perquisizioni domiciliari e personali eseguite. Sequestrate armi, rilevatori di microspie, parrucche, droga e travestimenti utilizzati che venivano utilizzati per compiere le rapine. “Era uno sguardo d’amore, la spada è nel cuore e ci resterà...”: per mesi i carabinieri di Cittadella hanno dovuto sorbirsi il vecchio successo di Little Tony, sottofondo costante delle intercettazioni ambientali. Da lì il titolo dell’operazione “Spada nel cuore”.

[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:site:1.13625144:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.lanuovaferrara.it/image/contentid/policy:1.13625144:1650623048/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

In trappola il capo della banda Davide Cavazza, 42, di Loreggia (Pd), Paolo Paralovo, 45, di Berra, Daris Orlando, 41, di Tezze sul Brenta (Vi). Ai domiciliari Andrea Scalco, c 38 anni di Ciottadella (Pd). Divieto di dimora in provincia di Padova per il quarantanovenne ferrarese Domenico Vitiello. E infine, obbligo di dimora a Cittadella per Charli Gabrieli, 29 anni, Ketty Ruffato, 32, Laura Didonè, 31 e Andrea Marcon, 30.

Le indagini. Alla banda viene attribuita la rapina messa a segno nel febbraio del 2015 al Monte dei Paschi di Siena di Cittadella: il colpo fruttò 50 mila euro. Poi la tentata rapina nel marzo dello stesso anno alla gioielleria “Cinzia” a Mirabello la tentata rapina al Credito Valtellinese ancora a Cittadella in aprile, oltre a una serie di furti di auto e nelle auto effettuati tra Tezze sul Brenta e Castello di Godego (Tv). Per chiudere il cerchio sui dieci componenti della banda - cui viene contestata l’associazione a delinquere - i militari hanno dovuto avvalersi dei più tradizionali metodi di indagine, dagli appostamenti ai pedinamenti. Giorno e notte, a piedi, in bici e in auto. Perché Visentin e compagni le avevano pensate tutte per sfuggire e sviare le indagini. L’attività investigativa dei carabinieri di Cittadella si focalizza su Paolo Paravolo dopo la rapina al Monte dei Paschi: lì furono trovate delle tracce biologiche che hanno portato i militari al berrese che per mettere a segno le rapine si vestiva da donna. E pare avesse pure il phisique du role: corpo sottile, gambe esili, lineamenti morbidi. Una parrucca e l’abito adatto e il gioco era fatto. Indagando su di lui i carabinieri hanno scoperto che durante un periodo di detenzione nel carcere di Ferrara, aveva conosciuto Cristian Visentin e proprio lì, fra le sbarre, è nata la loro “collaborazione”.

Le perquisizioni. Il pubblico ministero Benedetto Roberti ha ordinato 35 perquisizioni che hanno permesso ai carabinieri di sequestrare parrucche, materiale vario per i camuffamenti, due pistole illegalmente detenute, pistole scacciacani, riproduzioni fedeli di vere pistole, taglierini e taser - strumenti del mestiere - ma anche materiale di “contro-intelligence”, come disturbatori di frequenze e rilevatori di microspie.

I ruoli. Visentin era il capo indiscusso della banda. Era lui a prendere le decisioni e a dare ordini. Ed era scrupolosissimo. Nel corso di una rapina i militari sono riusciti a ricostruire tutti gli spostamenti di Paravolo, riscontrando che si è cambiato d’abito ben quattro volte. Per finanziare la loro impresa criminosa Visentin e i suoi avevano messo in piedi anche un giro di spaccio di stupefacenti: nel corso delle perquisizioni sono stati sequestrati circa 60 grammi di cocaina e un etto di hashish.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google