Toselli senza alleati Contri valuta intese
L’ex sindaco di Sant’Agostino piace al Pd, ma nessun apparentamento L’avversario pronto a schierare la contraerea e a puntare sui delusi
CENTO. La strada pare non avere percorsi alternativi, a meno di clamorose (ma difficilmente prevedibili) sorprese dell’ultima ora: il segretario provinciale del Pd, Luigi Vitellio, chiama in causa (giustamente dal suo punto di vista) la necessità di ascoltare l’indicazione del circolo Pd di Cento, ma tutto lascia supporre che i voti presi da Piero Lodi possano essere dirottati, nel ballottaggio del 19 giugno, verso l’ex sindaco di Sant’Agostino, Fabrizio Toselli, che ha sfiorato il 30% al primo turno. Lo dice la logica, lo indica il percorso politico intrapreso in questo anni da Toselli (la “strana alleanza” proprio a Sant’Agostino, quando ancora aveva la tessera di Forza Italia in tasca, col Pd), lo fa intuire un certo rapporto di empatia che in questi anni è nato, si è fatto largo tra Toselli e il Partito Democratico. Difficile, molto difficile pensare che il Pd voglia fare un grosso favore alla Lega Nord, visti anche i rapporti (pessimi) a livello nazionale. Sulla carta, se il Pd sciogliesse in questi giorni la riserva e dichiarasse apertamente il proprio appoggio a Toselli, questi non dovrebbe incontrare grossi ostacoli sulla strada verso la poltrona di sindaco di Cento. Sempre col massimo rispetto per il risultato che potrà centrare Diego Contri. Da parte sua, dall’altra parte della barricata, Contri metterebbe in campo la contraerea leghista e ciò che di Forza Italia ancora conta a Cento. È chiaro che, a quel punto, a questo tipo di approdo che pare oggi il più probabile se non l’unico, Toselli diventerebbe il candidato dei democratici. I diretti interessati cosa pensano? «Nessun accordo prima, nessun apparentamento con i partiti ora», continua a ripetere in queste ore lo stesso Toselli, il quale ha chiaramente tutta la convenienza a non dichiarare nei dettagli, ad oggi, quali potrebbero essere gli accordi prima del ballottaggio. Toselli ormai si sente un civico, ragiona da tale e vede prospettive migliori di elezione indossando questa casacca. Poi se arriveranno anche i voti del Pd, tanto meglio. Ma è chiaro che ad oggi è difficile scegliere un favorito alla vittoria finale. Intanto, però, come annunciato, il segretario provinciale Pd, Vitellio ha già confermato la sua intenzione di valutare con il circolo Pd di Cento l'opzione Toselli, suscitando l’ira di Alan Fabbri, capogruppo della Lega Nord in Regione il quale affonda il pugnale fino all’elsa: «Sconcertanti le dichiarazioni di Vitellio - dice Fabbri - che, non ammette la sconfitta del Pd e prova a riciclarsi con Toselli». E Contri? Cosa sta studiando il candidato andato al ballottaggio grazie ai voti di Lega Nord, Noi Che, Progetto Centese e Forza Italia? «Cercheremo di intercettare i voti degli elettori che si sentono traditi dal Pd incoerente, che manda avanti Lodi e poi fa votare Toselli, e da Toselli stesso che si dice civico e poi fa accordi sottobanco con Rifondazione e Pd. Apriremo e incontreremo anche i candidati sindaco esclusi dal ballottaggio. Con loro - dice ancora Contri - ci confronteremo sul progetto e sul programma, e faremo valutazioni nel merito e sui contenuti». Sta di fatto che i pronostici, perlomeno qui a Cento, negli ultimi anni vengono fatti per essere capovolti. In molti erano infatti coloro che davano per scontato un ballottaggio Lodi-Toselli, anzi si può dire che fosse proprio questo il ballottaggio più accreditato. Come molti pensavano fosse certa una sfida al secondo (e decisivo) turno tra Lodi e Contri. Invece la politica centese e le dinamiche, che restano per certi versi non spiegabili, hanno deciso diversamente. Lo stesso Mattarelli pareva all’inizio essere in grado di dire la sua. Ora però sia lui che Malucelli (leader di Onda Centese) sono corteggiati (certo non al pari del centrosinistra) in vista dell’ultimo atto alle urne. Il 19 giugno.
Ha collaborato
Beatrice Barberini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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