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Carcere, in organico mancano 15 agenti

Carcere, in organico mancano 15 agenti

Ieri la cerimonia per il 199° anniversario della polizia penitenziaria. «Dati allarmanti». I sindacati chiedono assunzioni

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La carenza di personale emersa a più riprese nelle note dei sindacati di polizia non risparmia il corpo della penitenziaria. A confermarlo è la vicecomandante del carcere di Ferrara, Annalisa Gadaleta, che ieri ha tirato le fila della celebrazione del 199° anniversario della fondazione della polizia che garantisce la gestione e la sicurezza delle carceri. Gadaleta ha assunto le redini dell’istituto di pena di Ferrara dopo la partenza dell’ex comandante di reparto, Lisa Brianese, che ha lasciato il carcere di Ferrara al termine di un lungo braccio di ferro col personale locale e alcuni sindacati (Sappe e Osapp in particolare) che ne contestavano la conduzione, non idonea - dicevano - a garantire la necessaria tranquillità e sicurezza del personale in servizio. «Il reparto di Ferrara - ha dichiarato ieri Annalisa Gadaleta - è composto da 196 unità, di cui 4 donne, con una carenza sulla pianta organica prevista di 15 unità. Dati allarmanti - ha proseguito - se si pensa che la pianta organica prevista dal Dipartimento è in linea con i dati statistici nazionali».

Sono 334 i detenuti presenti, di cui 202 italiani e 132 stranieri. Di questi, 103 scontano pene definitive oltre i 5 anni, 153 pene definitive inferiori ai 5 anni, 66 sono in attesa di primo giudizio o in esecuzione di misura cautelare; 20 inoltre appartengono al circuito alta sicurezza, 290 al circuito media sicurezza, 6 stanno beneficiando di progetti lavorativi finanziati da enti per un prossimo reinserimento nella società. «Nessuno dei detenuti che hanno usufruito di permessi o licenze (27) risulta abbia commesso reati durante la fruizione degli stessi», ha precisato Gadaleta. Che il lavoro del personale si svolga anche al di fuori del carcere è confermato dal numero dei servizi esterni: nel 2015 il Nucleo Traduzioni e Piantonamento ha percorso 225.876 km su strada e ha espletato 50 trasferimenti in aereo, oltre alle 532 visite specialistiche e 19 ricoveri per interventi chirurgici destinati ai detenuti. Le visite dei familiari e conoscenti sono state 6.379.

L’apertura all’esterno del carcere è stata garantita da diverse iniziative, ha affermato la vicecomandante. Nel giugno 2015 due campioni di pugilato ferraresi, Momo e Alessandro Duran, hanno consentito di organizzare «il primo meeting di pugilato, valevole per tutti i titoli pugilistici italiani mai disputato in un carcere», un evento che ha fatto esclamare ad un detenuto con fine pena mai - ha ricordato Gadaleta - «per la prima volta, per 2 ore, mi sono sentito nel mondo normale». Sei detenuti si sono esibiti al Teatro Comunale - ha sottolineato ancora la vicecomandante - per presentare uno spettacolo, La Gerusalemme Liberata. Iniziative di solidarietà sono state inoltre allestite dal personale a favore dei piccoli pazienti del Sant’Anna (la Befana del Poliziotto) e delle associazioni di malati e disabili (Trofeo della solidarietà). Non sono mancati nemmeno i corsi di...cucina (Uno chef in divisa) a cui si sono iscritti agenti della polizia penitenziaria. La prima edizione del “Guantone di speranza” potrebbe essere seguita da un bis. Nel futuro si prospettano «cambiamenti, taluni profondi, sia dello stile lavorativo, sia dell’ambiente detentivo globale», ha annunciato Gadaleta.

Il Sappe è uno dei sindacati che hanno deciso di portare avanti la protesta nei confronti dell’amministrazione centrale penitenziaria. Le sigle chiedono assunzioni straordinarie di personale, la stabilizzazione degli 80 euro garantiti, per ora, una tantum e un aumento degli stanziamenti a favore del corpo.

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