La festa dell’Unità chiude dopo quasi settant’anni
Alla base della sofferta decisione la carenza di volontari Il segretario Graziani: «Vedremo di ripartire nel 2017 con un’altra formula»
LONGASTRINO. Dopo quasi settant’anni cala il sipario sulla festa dell’Unità di Longastrino, una delle principali non solamente in Emilia-Romagna. Roberto Graziani, segretario del locale circolo del Partito Democratico e da anni “anima” della festa ne spiega i motivi. «La carenza di volontari, specie nel settore della cucina, in questi ultimi anni si era fatta sentire. Le cosiddette arzdore in maggior parte sono avanti con gli anni e fanno fatica a reggere il passo e il duro lavoro che si svolge nelle cucine per la preparazione dei pasti. Per quanto riguarda gli altri volontari ovvero i camerieri non c’erano problemi, in questo caso i giovani danno il loro apporto ma il vero nodo riguarda i volontari delle cucine. A malincuore abbiamo dovuto rinunciare. Abbiamo provato in tutti i modi ma alla fine ci siamo dovuti arrendere e anche lo chef Cavallini ha dovuto ammainare bandiera. Vedremo se riusciremo a ripartire magari adottando un’altra formula creando un locale meno ampio dell’attuale». Qualche anno fa il Pd aveva venduto un lotto di terreno che in passato era adibito a parcheggio mentre ora è stato messo in vendita una parte dell’area del parco Unità di via Valletta dove dal 1987 si è sempre svolta la festa che richiamava tante persone dalle province di Ferrara, Ravenna e Bologna con spettacoli di livello che vedevano salire sul palco grandi orchestre da Casadei a Castellina Pasi, da Baiardi a Nicolucci ed artisti di fama, uno su tutti, Enzo Jannacci. La festa era nata nel 1946 attorno alla vecchia Casa del Popolo, poi aveva traslocato nell’area della nuova Casa del Popolo e negli anni Ottanta aveva inglobato anche la piazza del Popolo. Erano gli anni d’oro e tutto andava a gonfie vele. Non c’erano problemi di volontariato e la gente accorreva numerosa tanto che il Partito Democratico decise di acquistare un’area nella periferia del paese, in via Valletta appunto, denominata parco Unità dove da 29 anni a questa parte si è sempre svolta la festa. Ora cala il sipario. Un segno dei tempi. Anche nell’Argentano, nel tempio delle feste rosse, qualcosa inizia a scricchiolare. Attualmente il Comune di Argenta è quello dove si registra il maggior numero di feste, cinque, ovvero quelle di Anita, Filo, due a Campotto, una primaverile ed una autunnale e Boccaleone.
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