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Nuova chiesa dell’Arginone Il progetto ha visto la luce

Don Stefano Zanella mostra il progetto della nuova  chiesa di San Giacomo
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Don Stefano Zanella mostra il progetto della nuova chiesa di San Giacomo

Lo schema originario vincitore del bando Cei era troppo voluminoso. In Curia hanno lavorato per limarlo. Il cantiere aprirà nel 2017. Costo 3,3 milioni

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Il quartiere dell'Arginone avrà una nuova chiesa dedicata a San Giacomo. Se ne parla da anni, ora siamo alla conclusione del progetto definitivo, redatto sulla base di un piano, firmato dall'architetto Benedetta Tagliabue, che vinse un concorso lanciato nel 2011 dalla Conferenza episcopale italiana. In Curia si è lavorato molto per limarlo ed evitare eccessi volumetrici. «Vedo già i titoli dei giornali che parlano di ecomostro - sorride l'arcivescovo Luigi Negri -. Le possibili fughe in avanti devono essere ridotte: questa sia una chiesa che serva il popolo, non la fama dell'architetto, in modo che anche l'ultima vecchietta possa sentirsi a casa sua. Ci si dovrà rispecchiare, seppure con qualche fatica iniziale». A rassicurare ci pensa don Stefano Zanella: «Non sarà una chiesa mastodontica - spiega il direttore dell'ufficio tecnico della Diocesi -, si integrerà nel quartiere già ripensato dal Comune. Lo spazio scelto è il prato verde davanti alla rotonda. Utilizzeremo materiali innovativi, non cemento armato; la copertura non sarà un hangar; poi tetto in materiali ceramici e luce zenitale sull'altare. Altezza massima dieci metri e superficie attorno agli 800 metri quadri». Oltre alla canonica verranno costruiti oratorio e aule per la catechesi.

E la vecchia chiesa? Sarà sconsacrata e adibita alle attività parrocchiali. Al termine dell'operazione urbanistico-ecclesiale, l'obiettivo è realizzare un centro e una vera e propria piazza a disposizione dell'intera zona (con la possibilità di spazi per la contrada del palio) e delle parrocchie limitrofe di S. Giuseppe Lavoratore e Mizzana: sull'unità pastorale, da portare oltre il campanilismo, "vigila" monsignor Antonio Grandini. Si conta di far partire il cantiere nel gennaio 2017 e di chiuderlo entro il 2019. I costi: 3,3 milioni di euro più altri 400mila per l'assicurazione delle opere d'arte su cui lavorerà Enzo Cucchi. Per il 75% arriveranno dalle casse della Cei (8 per mille, ramo culto e pastorale), il resto tocca a Diocesi e parrocchia. Un fido bancario di 450mila euro lo concede la Nuova Carife. «Siamo stati onorati di questa richiesta - dice l'amministratore delegato Giovanni Capitanio -, c'è una continuità di rapporti con le parrocchie, un mondo che ci è molto vicino. Non sarà l'ultimo supporto». In conferenza stampa erano presenti anche l'economo diocesano don Graziano Donà e il sacerdote di S. Giacomo don Matteo Visentini.

Fabio Terminali

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