La Nuova Ferrara

Ferrara

sicurezza alla gad

Si ferma sotto il Grattacielo ed è accerchiato da "sentinelle"

di Daniele Predieri
Un'immagine della rissa di mercoledì, scontro tra gang, le stesse che occupano l'area del Grattacielo
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Un'immagine della rissa di mercoledì, scontro tra gang, le stesse che occupano l'area del Grattacielo

La testimonianza di un professionista internazionale della sicurezza: «Hanno il controllo dell’area, ma abbiamo il dovere di non avere paura»

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FERRARA. Gira il mondo per lavoro, è un professionista internazionale della sicurezza e come ferrarese dice ai suoi concittadini che si «deve avere il dovere di non aver paura». Non l’ha avuta, ma quasi, anche lui, nei giardini del Grattaciello, mercoledì scorso, ore 19, quando - spiega - «ero arrivato in anticipo ad un appuntamento in un ufficio della zona e ho pensato bene di andarmi a fumare una sigaretta nel parco, dall’ingresso da viale Po». E ha scoperto l’altra faccia di Ferrara.

Accerchiato alle 7 di sera. E’ stato accerchiato da ragazzi di colore, le “sentinelle”, alle 7 di sera: ed è stato costretto ad andarsene, non scappando, ma per evitare qualcosa che sarebbe potuto succedere perchè, spiega, ho percepito «il controllo totale di uno spazio di verde pubblico da parte di queste persone». Non vuole nomi, per non farsi pubblicità, perchè non si strumentalizzi ciò che sta dicendo, nè tantomeno esser preso per censore o taumaturgo, di turno dei mali della città.

Nessun diritto nella zona. «Credevo che la situazione ai giardini del Grattacielo fosse romanzata dai giornali, ma io ferrarese posso dire che non ho avuto il diritto di fermarmi in uno spazio verde pubblico, occupato fisicamente e psicologicamente da chi me lo ha impedito». La percezione è di un uomo di 45 anni, stato fisico eccellente, 1.85 di altezza per 90 chili di peso e una magistrale conoscenza di tecniche di autodifesa. La domanda? Se ha avuto quasi lui paura- è anche la sua riflessione - un turista che arrivi in treno a Ferrara, città patrimonio dell’Unesco, e si trovasse a passeggiare senza armi e tanti bagagli in quella zona, come ne potrebbe uscire?

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Dopo la rissa tra gang. Mercoledì sera - il giorno dopo la maxirissa che ha messo a nudo la realtà delle gang di nigeriani che si dividono il territorio e altro - è stato accerchiato da tre ragazzi «sicuramente le sentinelle, mentre vedevo attorno e in lontananza gli altri muoversi verso di me». «Non sono nemmeno arrivato al parco, ero ancora sulla parte asfaltata da viale Po quando mi si avvicina un ragazzo di colore, giovane 16-18 anni, che mi dice qualcosa, gli rispondo che non capivo e lui dopo avermi squadrato, cercando di capire chi fossi, mi ha detto “amico, DAMMI una sigaretta”, in tono imperativo». Il primo. A distanza di pochi secondi ecco l’altro: «Mi si è messo di fronte con stesso tono, “amico DAMMI una sigaretta”».

“Dammi una sigaretta”. E poi un terzo, che si è messo di lato, chiedendo anche lui a scrocco. «”Le finisco tutte”, dico, sentendo che parlavano tra di loro, intuendo in quel momento di aver invaso il loro territorio». Era sottoposto in quel momento, ad un vero controllo: «Ho capito che si stavano chiedendo chi fossi e perchè stava camminando da solo vicino alle loro panchine: non ho avuto atteggiamenti di provocazione, non ho nemmeno risposto chiedendo un po’ d’educazione (“per favore, mi daresti, mi darebbe”). Sono tornato indietro, in viale Po, ad attendere davanti all’ufficio: ogni tanto li vedevo andare e venire, chissà cosa sospettavano chi fossi». Ma queste erano solo “sentinelle”, non è così?

Giovani intimidazioni. «Sicuramente sì, perchè erano nella zona perimetrale, molto giovani, aggressivi, non solo nel modo di parlare, ma anche il non verbale lo percepivo come intimidatorio e chissà cosa sarebbe successo se non gli avessi dato le sigarette: non ero andato con fare provocatorio, ripeto, ma devo essere sincero, in giro per il mondo, non è mai capitata una situazione del genere». Ma siamo al Grattacielo, zona Gad, ormai diventata terra “solo” di qualcuno, le gang che l’altra sera hanno innescato la rissa e le forze dell’ordine fanno finta di non conoscere (inventate dai giornali?).

Torno spesso, ma ora. «Torno spesso a Ferrara, sapevo e so del problema: in tutte le stazioni del mondo e le aree limitrofe vi sono problemi la sera, non credevo qui vi fosse un tale presidio del territorio di giorno: non l’ho mai visto in Turchia, Marocco, Russia o Portogallo. Nemmeno negli Stati Uniti, nei ghetti di Miani ho percepito situazioni simili dove se uno passa nel marciapiede altrui viene subito controllato: quello che calpestavo io era spazio pubblico della mia città, ho il diritto di poterla vivere e il dovere di non avere paura».

Due passi vietati nel verde. Poteva fermarsi a fumare sul ciglio di viale Po, «ma - spiega - ingenuamente mi sono detto “vado a far due passi nel verde”. Non ci sono nemmeno arrivato, mi è stato vietato di fatto, se fossi andato oltre chissà cosa sarebbe successo: oltre i tre ragazzini vedevo che altri si stavano muovendo (i pusher in bici, ndr), è questione di un attimo, basta una parola interpretata male e accendi il falò». Ma dal mondo in cui gira, vede davvero così grave la situazione? «Che la situazione fosse difficile lo sapevo, non voglio però amplificare o strumentalizzare il problema. Ma trovarsi da soli nel parco è preoccupante: sindaco, polizia, carabinieri, nessuno va mai solo e in borghese, come è successo a me, la realtà si tocca con mano, vedi la verità».

Una divisione tribale. E qual è questa verità? «Che siamo in un territorio occupato, perimetrato, controllato a vista: dal punto di vista antropologico si tratta di dinamiche tribali di presidio del territorio. Le stesse le ho trovate a Mostar (la città della guerra nel Balcani, ndr), sul famoso ponte ottomano distrutto e ricostruito: da un lato presidiato da ragazzini cattolici e dall’altro islamici. Solo il turista poteva passare, nessun altro no. Qui a Ferrara, non credo sia permesso ai turisti. Sta a noi cambiare questo status quo: posso dire, per me, che non rinuncio a passeggiare nel parco del Grattacielo».

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