Vendevano le macchine del fallimento, denunciati
La Guardia di Finanza ha recuperato macchinari dell’industria tessile Un uomo di Migliarino e uno di Porto Tolle accusati di bancarotta fraudolenta
MIGLIARINO. Macchinari per la realizzazione e la confezione di abiti sono stati sequestrati dalla guardia di finanza di Rovigo nel corso di perquisizioni, anche domiciliari, compiute a Porto Tolle (Ro), Migliarino e Piacenza d'Adige (Padova), nel quadro di una indagine per bancarotta fraudolenta e documentale . Due persone, una di Porto Tolle e l'altra di Migliarino, sono state denunciate. Sono sospettate di aver distratto beni provenienti da una società fallita operante nell'area di Badia Polesine nel Polesine in favore di imprese dello stesso settore riconducibili a uno degli indagati. Accertamenti sono in corso anche per appurare l'eventuale sussistenza di altre ipotesi di reato, fra le quali l'autoriciclaggio. L’operazione delle Fiamme Gialle ha visto impegnati una ventina di militari facenti parte del Nucleo polizia tributaria di Rovigo nell’ambito di una vasta operazione finalizzata al rinvenimento di beni strumentali sottratti al patrimonio fallimentare di una società operante nel settore del confezionamento di abbigliamento.
A conclusione di sei mesi di indagini le Fiamme Gialle rodigine, guidate dal comandante provinciale Nicola Sibilia, hanno individuato due persone – una di Porto Tolle e un presunto prestanome residente a Migliarino - che sono state denunciate, in concorso tra loro, per bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale alla locale autorità giudiziaria in quanto sospettate di aver distratto beni provenienti da una società fallita già operante nella zona attorno a Badia Polesine in favore di imprese dello stesso settore riconducibili al principale indagato.
A seguito delle indagini svolte la Procura della Repubblica di Rovigo ha emesso diversi decreti di perquisizione con la finalità di rintracciare e recuperare, come peraltro poi avvenuto, parte dei beni sottratti ai creditori. Nel corso delle operazioni sono state sequestrate una ventina di apparecchiature fra macchine da cucire professionali e strumentazioni tecniche per il confezionamento degli abiti.
Ulteriori accertamenti sono in corso al fine di appurare l’esistenza di altre fattispecie di reato fra le quali l’autoriciclaggio. Nell’intento di realizzare le condotte criminose sarebbero state utilizzate, nel tempo, diverse società, tutte riconducibili ad uno dei due indagati.
Un ottimo colpo quello messo a segno dalla Guardia di finanza di Rovigo che, al termine di una minuziosa ed articolata indagine che si è protratta per circa sei mesi è riuscita a far luce sull’intricata vicenda.
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