Crescere, una sfida non impossibile
Govoni: ma lo sviluppo avviene nel contesto di una nuova rivoluzione industriale, che cambia modo di produrre e lavorare
«C ’e` un’Italia di cui spesso non si ha consapevolezza e che fa cose di cui essere orgogliosi». Così ha introdotto Paolo Govoni , presidente della Camera di commercio di Ferrara, la 14ª Giornata dell'Economia che si è tenuta ieri mattina nell'aula magna di Giurisprudenza e che ha visto la partecipazione dei massimi rappresentanti nazionali delle Associazioni di categoria è stata conclusa da Sandro Gozi , sottosegretario di Stato alla Presidenza del consiglio dei ministri. «La giornata di oggi - ha detto Govoni - nasce per raccontare questa Italia, fatta di tradizione e di capacitaà innovative, di memoria e di immaginazione, di creatività , in cui la competitività fa leva sulla green economy e la cultura, sulla bellezza e la coesione sociale».
L'uscita dalla recessione apre possibilità di crescita sulle quali il Paese intero, il sistema Italia e anche Ferrara, è chiamato a misurarsi, individuando il bene comune tra legittimi interessi talvolta in competizione tra loro. La via di uno sviluppo sostenibile e duraturo e` praticabile ma dobbiamo essere consapevoli che l’uscita dalla crisi avviene nel contesto di una nuova rivoluzione industriale, la quale sta cambiando le produzioni, le modalità stesse del lavoro, le potenzialità delle tecnologie.
La dimensione digitale continuerà a svilupparsi, offrendo ancora nuove opportunità, e incidendo sui comportamenti, le aspirazioni, l'organizzazione stessa della societa` e del mercato. La fase di internazionalizzazione vissuta dalle nostre imprese ne e` piena conferma. La sfida del digitale riguarda ovviamente anche le pubbliche amministrazioni.
«Gli 89 imprenditori e i 44 lavoratori premiati dalla Camera di commercio - ha ricordato Govoni - lo scorso mese di marzo sono un esempio di come si affronta la crisi con intelligenza: anche grazie a loro siamo riusciti a registrare i primi segnali di ripresa. Dobbiamo, dunque, prestare attenzione al messaggio e alle richieste delle tante imprese di questo made in Italy rinnovato, che stanno affermando un modello di sviluppo nuovo, dove la bellezza e` un fattore produttivo determinante e la cultura, sposata alle nuove tecnologie, un incubatore d’impresa. È da qui che dobbiamo ripartire, dal nostro irripetibile “ecosistema produttivo”».
Per la nostra provincia i dati mostrano un 2015 segnato sia da difficoltà derivanti dalla prolungata crisi ma anche da indicatori che hanno mostrato una significativa discontinuità dirigendosi verso valori positivi. La tendenza alla decrescita del numero di imprese attive, riscontrate negli ultimi anni è visibilmente rallentata passando dal -1,5% del 2014 al -0,5% del 2015. In particolare le cessazioni - si legge nel rapporto della camera di commercio - fanno segnare il valore più basso dal 2004.
Il valore aggiunto procapite per il 2015 ha mostrato un trend di crescita positivo (+2,5% rispetto al 2014); le esportazioni dei prodotti ferraresi hanno registrato una crescita del 3,2% rispetto al 2014 con il valore finale più alto degli ultimi 20 anni; il numero degli occupati è aumentato di circa tre mila unità a fronte di un tasso di disoccupazione che cala di un punto percentuale.
In termini strutturali lo studio della Camera di commercio in riferimento alla provincia di Ferrara ritiene in definitiva che alcuni importanti indicatori mostrano la capacità del sistema di affrontare le difficoltà con importanti potenzialità per il futuro.
Proprio sulle potenzialità hanno insistito Tiziano Tagliani, presidente della provincia e sindaco di Ferrara, e Patrizio Bianchi, assessore regionale alle politiche europee e alla formazione. Se per Tagliani «Ferrara rappresenta da diversi anni un polo di attrazione per diverse multinazionali del settore della moda e della chimica, merito della grande opera di alleggerimento dei vincoli burocratici» per Bianchi «il futuro dell'economia, soprattutto quella di casa nostra, ritornerà prepotentemente ad essere l'agricoltura tecnologica e dell'innovazione».
Lauro Casoni
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