Il Fitd entra nella Cassa di Cesena Fondazione Carife: una beffa per Ferrara
Quel che non ha potuto fare Carife (aumento di capitale di 300 milioni sottoscritto dal Fitd, più warrant per gli azionisti) a causa del decreto Salvabanche, ha potuto farlo la “Cassa” di Cesena: il...
Quel che non ha potuto fare Carife (aumento di capitale di 300 milioni sottoscritto dal Fitd, più warrant per gli azionisti) a causa del decreto Salvabanche, ha potuto farlo la “Cassa” di Cesena: il cda ha deliberato un aumento di capitale di 280 milioni "riservato allo Schema Volontario del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi", più 55 milioni di euro di warrant per gli azionisti. La Fondazione Carife si è inalberata: queste «modalità ricalcano fedelmente il progetto approvato dall'assemblea degli azionisti Carife del 30 luglio 2015, con l'unica differenza che in questo caso è previsto l'intervento del Fondo su base volontaria, in forza delle nuove previsioni statutarie introdotte nell'autunno scorso. Giova ricordare che fin dal novembre 2014 la Commissione europea aveva scambiato corrispondenza con il Ministero dell'Economia e Banca d'Italia, per formulare riserve sull'intervento del Fitd, in quanto avrebbe configurato aiuto di stato se non eseguito su base volontaria». È quanto emerso a seguito del ricorso al Tar del Lazio contro la risoluzione delle 4 banche. «Tutto ciò si delinea ancora una volta come una punizione immotivata per azionisti e obbligazionisti di Carife, una banca che era stata dichiarata risanata dai Commissari di Banca d'Italia».
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