Mattarelli senza veli «Dietro a Toselli i gruppi di potere»
Il candidato liberale attacca l’ex sindaco di Sant’Agostino «Non sarà mai il primo cittadino della gente comune»
CENTO. Mattarelli fuori dai giochi? Ma nemmeno per sogno. Certo, quello che era il candidato al primo turno di Fdi, Libertà per Cento e Msi, è stato (per certi versi a sorpresa) escluso dal ballottaggio. Ma l’impressione è che le sue posizioni siano destinate a contare ancora molto nello scacchiere politico di questa città. Intanto ieri, raggiunto al telefono, l’ex funzionario della Cassa di Risparmio di Cento, 59 anni, si è tolto qualche sassolino dalle scarpe, pietruzze che da un po’ di tempo evidentemente gli davano fastidio. Tra i suoi bersagli, neanche a dirlo, c’è Fabrizio Toselli, ex sindaco di Sant’Agostino e oggi al ballottaggio: «Toselli è stato furbo - inizia Mattarelli - , con due liste civiche (un po’ camuffate) ha fatto credere ciò che in realtà non è: e cioè che la sua figura politica è sostenuta dai grossi industriali e dai potentati economici di questo territorio. Questa è la verità». Mica male come inizio. Poi c’è il resto: «Sia ben chiaro - prosegue l’ex dirigente di Carice - , nulla di personale nei confronti di Toselli, il quale però tace su alcuni punti che lo disturbano pubblicamente. Come ad esempio il fatto che alcuni storici esponenti di Forza Italia sono confluiti nelle sue liste, per non parlare dei più potenti industriali che sono schierati con lui». E da questo Mattarelli trae una conclusione tutta politica: «Toselli sindaco della gente comune? Mai al mondo - dice secco l’ex bancario con la vocazione per la politica - , lo si capisce fin da ora. Toselli non sarà mai il sindaco della gente comune». Via Toselli, sotto con Piero Lodi.
A proposito: il fermento è tanto in queste ore. Tanto che alcuni esponenti delle 2 liste che appoggiano Toselli hanno incontrato almeno un paio di assessori uscenti (di area democratica). Toselli cerca di strappare qualche voto ulteriore a sinistra.
Tornando a Lodi, il candidato del centrosinistra volato via dal municipio e nemmeno capace di arrivare al ballottaggio, trova in Mattarelli (i cui voti possono ancora essere decisivi nell’ultima sfida del 19 giugno) bastone e carota. Il bastone: «Il crollo di Lodi - sottolinea ancora Mattarelli - era politicamente prevedibile. L’uomo, pur integro dal punto di vista morale, ha un carattere molto spigoloso che in campagna elettorale si è palesato ancora di più con tutte le sue incongruenze. Anche in questo caso posso dire di essere stato buon profeta: io Lodi l’ho criticato sui progetti, sulle cose concrete. L’ho contestato anche molto duramente, ad esempio, sul piano traffico, sulla sua idea di centro storico». Anche l’Ente Fiera (che ha poi gestito il Carnevale di Cento) sta sullo stomaco a Mattarelli: «Inizialmente mi ero astenuto, poi feci addirittura un esposto alla Corte dei Conti su alcune cose che secondo me non quadravano, tipo i bilanci». Ma alla fine perché Mattarelli non è arrivato al ballottaggio? «Toselli non è un fenomeno, non sa parlare in pubblico anche se fa l’amministratore pubblico di professione. Ma quando i suoi sostenitori hanno capito che stavo crescendo io, ecco che i poteri forti, soprattutto l’industria, sono scesi in campo». Chi è, oggi, Mattarelli? «Un uomo di centro-destra, un liberale alla Patuelli, nazionalista e che ama Cento e l’Italia».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
