La Nuova Ferrara

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a processo per 11 sterline

Poteva fondere le monete: assolta

Titolare di Ferrara Oro finita nei guai dopo i controlli della Finanza

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Era uscita indenne da numerose verifiche della Guardia di Finanza, che aveva passato al setaccio gli ultimi tre anni della sua attività senza riscontrare violazioni. Ma a far finire nei guai Alessia Sitta, titolare del negozio Ferrara Oro di corso Biagio Rossetti, erano stati undici monete, undici antiche sterline d’oro che, secondo la legge, non avrebbe potuto acquistare per rivenderle senza darne comunicazione alla Banca d’Italia. Tutto questo avveniva nel 2013 e ieri, a tre anni di distanza dall’inizio della vicenda, la donna - assistita dall’avvocato Gianni Ricciuti - è stata assolta con formula piena dal giudice Rita Baldelli perché il fatto non costituisce reato. Anche la pubblica accusa, al termine della discussione, aveva chiesto l’assoluzione alla luce degli elementi emersi nel corso del dibattimento. Quelle sterline, infatti, non erano state rivendute, ma portate in fonderia e fuse e la legge non vieta alle attività di Compro Oro di acquistare monete, a patto però di non rivenderle. Un’altra contestazione mossa all’imputata era di aver trasgredito a un’altra disposizione di legge che vieta l’acquisto di oro da investimento, ovvero con purezza superiore ai 900 millesimi, corrispondente ai 24 carati. La negoziante però aveva sottoposto le monete alla “prova dell’acido” un test artigianale, ma ritenuto affidabile, che misura la purezza del metallo in grado inversamente proporzionale al danno prodotto dalla strofinatura con l’acido. Da questa prova era risultato che la purezza era inferiore alla soglia “proibita” e si trattava dunque di oro a 18 carati. Del resto, gli inquirenti non avevano provveduto a svolgere accertamenti in merito. Questo, unito al fatto che le monete erano state fuse e non rivendute, ha portato alla piena assoluzione della titolare.

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