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L’azzerato di Ferrara: «I ma cavà nud»

L’azzerato di Ferrara: «I ma cavà nud»

La parola ai manifestanti. Un campanellino e un tamburo di latta per la colonna sonora

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FERRARA. «I ma cavà nud». Traduzione con parafrasi: “mi hanno fatto fuori 80 mila euro, metà obbligazioni e metà azioni”. Giannino Cavicchi da Portomaggiore è stato fregato ma non vuole fregare: «In realtà erano 78 mila, ho arrotondato». S’inserisce un suo amico, sempre di Portomaggiore, che è in piazza per rivendicare i soldi di moglie e figlio: «Mi dicono, ma vai con quelli dei centri sociali che sono dei disfattisti? Rispondo che vado con chiunque ci aiuti a riavere i nostri risparmi, non voglio l’elemosina dello stato». Sono le 10.30, in piazza Trento Trieste ci sono più poliziotti che azzerati, il conto pareggia solo grazie alla presenza di giovani che con Carife e il Salvabanche non sempre hanno i conti in sospeso. Diversi tra i manifestanti commentano in modo più o meno ironico o desolato la visibile sproporzione tra divise e abiti civili.

«Dovrebbe essere pieno di gente che protesta - osserva Danila Zanibelli di Ferrara - e invece...Avevo novemila euro di subordinate e 400 azioni, 200 mie e 200 ereditate da mio marito, ora ho solo la pensione minima». Spunta un megafono, che passa di bocca in bocca: «Attenzione, noi di Carife siamo i primi, poi ne verranno altri, è lo Stato che è baro e cambia le carte in tavola».

«Il governo è stato costretto ad affrontare l’ipotesi rimborso dopo le proteste, ma non è sufficiente, la pezza è peggio del buco. Contro l’esproprio alziamo la testa». Giovanna Mazzoni, pensionata Inail, tramite il megafono impartisce consigli «La cosa essenziale è fare domanda di rimborso per le azioni prima che la banca sia venduta. Chi compra deve sapere che tanta gente vuole fare causa. Ma bisogna fare presto, perchè entro il 30 settembre le quattro banche saranno vendute».

Su impulso di Milena Zaggia il corteo si muove e si incammina anche lo statuario Luigi Ciannilli che indossa un cartello: “A quando un’azione legale di massa verso Bankitalia & Consob, primi veri responsabili dei default di centinaia di banche in Italia, tuttora sconosciute al grande pubblico e agli stessi soci?”. Cori a parti - uno dei più ritmati è “rimborso totale o qui finisce male” - la colonna sonora la fanno il campanellino di Giovanna Mazzoni e il tamburo di latta di Ivaldo Bruciaferri, pescatore di Goro in pensione, che smette di picchiare per dire la sua al cronista: «Sono arrabbiato con la banca e con i ferraresi che se ne stanno in silenzio, anzichè protestare. Sperano nell’avvocato, nel commercialista, ma non avranno niente se non si muove il popolo.

E il popolo dovevano muoverlo le associazioni dei consumatori, subito e tutte insieme». Davanti alla sede Carife, mentre alcuni giovani spargono pacchi di pasta, Luca Lolli di Argenta va alla radice del male: «Ladri, avete applicato il bail-in due mesi prima che entrasse in vigore».

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