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Al S. Anna non c’è campo? Arriva l’antenna indoor

Al S. Anna non c’è campo? Arriva l’antenna indoor

Cattiva ricezione dei cellulari all'ospedale di Ferrara, c’è l’ok al progetto Telecom-Tim. Finanziato il costo dell’impianto che dovrà migliorare la copertura del segnale

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FERRARA. «Pronto? Pronto?». Quante volte il visitatore, ma anche il dipendente, il dirigente, il tecnico o il paziente non bloccato a letto hanno dovuto incamminarsi nei lunghi corridoi dell’ospedale di Cona alla ricerca del “campo” che non c’è. Un problema segnalato fin dall’apertura del Nuovo Sant’Anna, dove il telefonino si aggancia alla rete solo in alcuni punti, e che è stato ereditato l’anno scorso dalla direzione di Tiziano Carradori.

Ora le reiterate proteste dei cittadini, del personale e delle organizzazioni sindacali, spesso raccolte e pubblicate dai giornali negli ultimi quattro anni, potrebbero trovare una risposta a breve: l’azienda ospedaliera ha infatti deciso di stanziare una somma di alcune decine di migliaia di euro per «la realizzazione di un impianto indoor finalizzato al miglioramento del segnale della telefonia».

Si tratta di un primo step che non esclude la possibilità di un ulteriore e successivo adeguamento del sistema, con l’aggiunta di antenne ad hoc che potrebbero eliminare le zone d’ombra del segnale.

Il Sant’Anna ha iniziato a considerare il problema durante la gestione Rinaldi, che si è conclusa nel febbraio 2015. Dopo quella data il polo ospedaliero non ha lasciato cadere la questione e ha affidato al direttore del Dipartimento interaziendale Ict, Andrea Toniutti, il compito di concordare possibili soluzioni assieme a Telecom Italia-Tim. Ne sono state individuate due: un primo intervento che «permetterebbe di ottenere un miglioramento omogeneo del livello medio del segnale cellulare» con l’installazione di un antenna omnidirezionale al servizio dell’edificio dell’ospedale.

Il costo di 75mila euro più Iva potrebbe essere spalmato in un arco di 3 anni. Se l’attuazione di questo progetto non dovesse dimostrarsi risolutiva potrebbe scattare un «secondo livello di copertura all’interno di alcune aree specifiche e particolarmente schermate» con il costo di 45mila euro più Iva, anche questo dilazionato in un triennio. Ma se ne parlerebbe solo dopo aver valutato il miglioramento della ricezione telefonica a seguito dell’attivazione della prima antenna. L’ok dell’azienda ospedaliera viene considerato positivamente dall’Anaao «che aveva sollevato la questione in più occasioni», commenta il sindacato medico. (gi.ca.)

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