Case popolari, il 5% dei ferraresi perderà il diritto
La Regione ha fissato nuove regole per la permanenza. Con 24 mila euro di reddito Isee si decade. Previste alcune deroghe
FERRARA. «Chi entra negli alloggi popolari non è detto che debba restarci per sempre». Il presidente della Regione Stefano Bonaccini l’ha detto il 13 maggio a Ferrara inaugurando i 43 alloggi in housing sociale di via Gustavo Bianchi. L’annuncio della svolta nei criteri che regolano l’accesso e la permanenza negli alloggi dell’Edilizia residenziale pubblica (Erp) ora è (quasi) realtà. La delibera è pronta e deve solo essere approvata dalla Giunta regionale.
Rotazione zero. Le nuove regole riguardano soprattutto la permanenza. La stragrande maggioranza delle famiglie resterà nelle case popolari, ma una quota di circa il 5% dovrà lasciare l’abitazione a chi ha più bisogno. Le verifiche condotte a livello regionale hanno rilevato situazioni assurde: case popolari rimaste assegnate a nuclei familiari con situazioni patrimoniali superiori ai 300 mila euro. Sono casi limite, ma sono lo stesso numerose le situazioni che richiedevano una correzione di rotta. Oggi il sistema Erp è bloccato, il tasso di rotazione è appena dell’0,2%, mentre cresce la domanda di case popolari legata anche alla prolungata crisi economica. «Finalmente dopo tanti anni che se ne parla - ha commentato l’assessore regionale al welfare e alle politiche abitative Elisabetta Gualmini - arriva una riforma completa e generale dei requisiti di entrata e uscita dalle case popolari».
La permanenza. Finora per conservare la casa popolare serviva un reddito Isee non superiore a 34.308 euro e non vi erano limiti per il patrimonio mobiliare. Ora si abbassa la soglia per mantenere il diritto di abitare un alloggio Erp: 24.016 euro di reddito Isee e 49.000 euro di patrimonio mobiliare. Chi supera queste soglie non potrà più abitare negli alloggi Erp. La regola non è però rigorosissima. È prevista un po’ di elasticità. I Comuni potranno concedere una deroga, in particolare per i nuclei ritenuti vulnerabili o fragili; in questi casi il margine di flessibilità è del 20%: quindi il reddito Isee non deve superare i 28.820 euro e il patrimonio mobiliare i 58.800 euro.
La deroga potrà scattare anche se si supera di poco (10%) il nuovo valore Isee di 24.016 euro. Saranno inoltre salvaguardate le persone molto anziane o con disabilità.
L’ingresso. La delibera della Regione lascia invariata la soglia per accedere agli alloggi pubblici. È confermato l’Isee di 17.154 euro e sono confermato i 35 mila euro di patrimonio mobiliare.
La situazione. A Ferrara ci si sta attrezzando in vista delle nuove regole, che non sono una sorpresa ma il frutto di un confronto che ha coinvolto anche le amministrazioni locali, capoluoghi di provincia in testa. «La delibera - è l’opinione dell’assessore comunale Chiara Sapigni - ha definito i nuovi requisiti per la permanenza nell’alloggio popolare per rispondere meglio alle esigenze di chi ha più bisogno».
Quasi 500 in attesa. Le domande di accesso alle case popolari sono in crescita. L’ultima graduatoria mette in fila 489 richieste. Tante se si tiene conto che nel Comune di Ferrara sono circa 3.400 gli alloggi a disposizione e che il tasso di rotazione è pressoché nullo.
«Abbiamo calcolato - informa l’assessore - che il 5 o il 6% non avrà più i requisiti per conservare l’alloggio e abbiamo già informato le famiglie che presumibilmente supereranno i nuovi tetti Isee e infatti alcuni nuclei familiari hanno già fatto domanda per accedere all’Edilizia residenziale sociale» (Ers).
Il cuscinetto Ers. Il percorso di decadenza, che inizierà dopo l’entrata in vigore delle nuove norme, avrà la durata di un anno, periodo entro il quale l’ex assegnatario di casa popolare dovrà trovare una nuova sistemazione abitativa. Il passaggio dall’alloggio popolare al libero mercato non è certo indolore; per attutire il colpo c’è il “cuscinetto” Ers: l’ housing sociale in cui si paga un canone d’affitto inferiore a quello di mercato. In via Bianchi, ad esempio, lo “sconto” è del 30% circa. Ma anche qui gli alloggi non sono infiniti (tutt’altro) e bisogna passare attraverso una graduatoria.
Il nuovo canone. La delibera regionale ha riv isto anche il canone d’affitto. Viene introdotto il cosiddetto “canone oggettivo” che tiene conto di una serie di indicatori: superficie netta dell’alloggio, alcune caratteristiche (livello del piano, ascensore, cortile, giardino, terrazzo, anno di costruzione), abitanti nel Comune (più o meno di 10.000, capoluogo di provincia). In base a questi criteri si determineranno tre fasce di canone: bassa. media, alta. Il nuovo “canone oggettivo” entrerà in vigore da gennaio 2017.
I numeri. A gestire gli alloggi pubblici è Acer. In tutta la provincia i fabbricati pubblici (dati al 31 dicembre 2014) sono 1.065, gli alloggi 6.676 (3400 a Ferrara) e vi abitano 13.461 persone.
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