I Frighi, geometri da quattro generazioni
L’evoluzione negli anni di una professione scandita dai componenti di una famiglia ferrarese
Convintamente geometri, da ben quattro generazioni. Una storia tutta ferrarese che vede protagonista la famiglia Frighi, iniziata oltre cent'anni fa e che continua tutt'oggi con Filippo e Matteo, due fratelli che hanno scelto di proseguire la tradizione familiare.
«Tutto partì con nostro bisnonno Cesare perito agrimensore nei primi anni del '900 - ricorda Filippo - e poi proseguita con nonno Holmes e papà Pier Luigi, tutti geometri. Io e mio fratello non abbiamo mai avuto dubbi sul mestiere da intraprendere perché abbiamo sempre creduto che quello del geometra fosse il percorso professionale migliore per noi. Sin da bambini - continua Filippo - abbiamo sentito parlare di questa professione con entusiasmo. Ricordo che durante le nostre vacanze estive spesso ci trovavamo insieme al nonno e a nostro padre a rilevare cabine Enel in giro per le province emiliane. Lo facevamo attraverso un glorioso tacheometro, strumento ormai superato dalle moderne tecnologie».
In effetti in un periodo storico dominato da startup, web e sharing economy, le professioni “tradizionali”, come quella del geometra, rischiano di perdere appeal nei confronti dei giovani.
Eppure i numeri parlano chiaro, e anche durante la crisi, con il crollo verticale del comparto edilizio (500 mila lavoratori su 820 mila, il 64%, hanno perso il posto di lavoro in questo settore), il saldo della categoria è positivo (+5.958 unità negli ultimi 10 anni). Magari sotto traccia ma la figura del geometra continua a svolgere ruoli chiave: il responsabile del cantiere Expo 2015 è stato un geometra, come chi ha curato le rilevazioni per il recupero della Costa Concordia e chi si è occupato di fare i rilievi e curare lo smaltimento dei detriti dopo lo tsunami in Indonesia.
«La professione del geometra è mutata profondamente - raccontano i fratelli Frighi - mantenendo un'unicità operativa che ci porta tutt'oggi ad essere protagonisti del mondo del lavoro. Negli ultimi decenni c'è stata una crescita esponenziale di know-how e competenze agevolata dal progresso tecnico-scientifico. Per avere un'idea di come siano cambiate le cose - racconta Filippo mostrandoci vecchie foto dell'album di famiglia - siamo passati dalle tavole logaritmiche, ai calcolatori elettronici arrivando fino ai satelliti e ai droni. Un miglioramento costante degli strumenti topografici a disposizione che ha allargato inevitabilmente le nostre di conoscenze».
Oggi i geometri-topografi, infatti, sono diventati veri e propri “geomati”, cioè professionisti specializzati nella Geomatica, disciplina che si occupa di acquisire, modellizzare, interpretare, elaborare, archiviare e divulgare informazioni georeferenziate. Per farlo utilizzano strumenti moderni come il GNSS (ultima aggiornamento della tecnologia GPS), il laser scanner e i droni, gli unici in grado di arrivare a monitorare territori inaccessibili da terra.
«Proprio quest'anno ci è capitato di svolgere un rilevamento in Trentino Alto Adige al Passo Valles - racconta Matteo Frighi - in cui abbiamo dovuto rilevare una parte della montagna in vista di alcuni lavori programmati di ampliamento delle piste da sci. Ci siamo trovati di fronte un territorio ostico e inaccessibile, al cui interno ci si poteva avventurare solo parzialmente. Per completare la mappatura dell'area - continua Matteo - abbiamo usato un drone pilotato da un professionista abilitato e affiancato da un operatore strumentale, che ci ha consentito di completare la rappresentazione plano-altimetrica tridimensionale georeferenziata di quel territorio».
Una storia tutta ferrarese, insomma, che fa capire come le professioni etichettate come “tradizionali” siano in realtà in costante evoluzione, mantenendo possibilità occupazionali spesso superiori alle altre.
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