La Nuova Ferrara

Ferrara

Sindacati all'attacco: salvati tutti tranne Carife

Un'assemblea dei dipendenti Carife
◗
Un'assemblea dei dipendenti Carife

Il salvataggio di Caricesena con le stesse modalità predisposte ma non applicate alla banca ferrarese: è una presa per il c...

3 MINUTI DI LETTURA





FERRARA. Si intitola “La grande presa per il c...” il comunicato che i sindacati di Nuova Carife hanno confezionato per commentare i recenti salvataggi di banche ad opera del Fondo Interbancario. In realtà nel comunicato hanno abbondato con i puntini di sospensione: ne hanno messi 9 mentre di solito se ne mettono solo 3. Il rispetto della prassi sintattica, in questo caso, restituisce una maggiore immediatezza di comprensione. Tre puntini come tre lettere. Tre puntini come tre sono le banche che hanno avuto un trattamento diverso rispetto alla Cassa di Risparmio di Ferrara, che non ha potuto beneficiare del sostegno del Fitd, benché la ricapitalizzazione fosse stata concordata dai commissari di Bankitalia e approvata dall’assemblea dei soci Carife del 30 luglio 2015.
Altra più benigna sorte hanno avuto nel frattempo Tercas (la Cassa di Teramo) e avranno la Cassa di Cesena (la notizia è del 9 giugno) nonchè la Cassa di Rimini e San Miniato. Quest’ultima notizia l’ha pubblicata ieri il Sole 24 Ore ed è sta la goccia che ha fatto traboccare il vaso già pieno di bile di azionisti, risparmiatori e dipendenti di Carife.


Il film di Carife non è molto diverso da quello delle altre tre Casse (non certo più drammatico), ma «il finale è completamente diverso» come scrivono i rappresentanti di Fabi, First-Cisl, Fisac-Cgil, Ugl-Credito e Uilca : «A Carife per motivi a questo punto misteriosi, l’intervento del fondo non c’è mai stato. Su Carife ci sono stati 30 mesi di commissariamento straordinario e poi l’intervento del decreto “distruggi banche” che ha completato l’opera».
I sindacati registrano che in questo paese dove l’Organismo di Vigilanza dovrebbe essere “super partes” e il Governo dovrebbe intervenire con le medesime regole e tutele in tutto il territorio Italiano» sono successe cose strane.


Tercas - rammentano - è stata salvata (salvataggio perfezionato dopo il Salvabanche del 22 novembre 2015) grazie all’intervento congiunto della Banca Popolare di Bari e del Fondo interbancario, dalla contestazione di infrazione della Comunità Europea per aiuti di stato. Per la CariCesena i 280 milioni di aumento di capitale verrano sottoscritti dal Fondo interbancario, il cui intervento «grazie a modifiche di qualche postilla, grazie all’ aggettivo “volontario” non è più considerato aiuto di stato». Ánalogo meccanismo consentirà di agire al Fitd per la Cassa di Rimini e S. Miniato.

I sindacati citano anche il caso di Banca popolare di Vicenza e Veneto Banca «salvate grazie all’intervento del fondo Atlante nato per la gestione dei crediti Npl (“non performing loans”, crediti di incerta riscossione) ed utilizzato invece per ricapitalizzare queste due banche e Cassa Depositi Prestiti investitore, (se non sono aiuti di stato questi …)». Attenzione - dicono i sindacati - « noi non stiamo criticando la prassi dei presunti “aiuti di stato”, rileviamo che sono stati vietati solo per l’intervento su Carife» finita insieme a Banca Etruria, Banca Marche e CariChieti nel tritacarne del Salvabanche. La conclusione è amarissima: «Ma Ferrara cosa ha fatto di male?».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google