Fiti, l’ex compagna accusa: «Anni di persecuzione»
A processo per stalking uno dei tre imputati per l’omicidio Tartari. Chiamate a testimoniare la donna, sua sorella e una assistente sociale
FERRARA. Quando la sua ex compagna comparirà in tribunale per raccontare al giudice anni di persecuzioni e danneggiamenti, forse Constantin Fiti avrà già saputo il suo destino processuale nell’altra, più pesante battaglia giudiziaria, quella che lo vede imputato per il delitto Tartari. Il processo che si è aperto ieri, con l’udienza filtro per l’ammissione delle liste dei testimoni, racconta però il Fiti “prima” del suo coinvolgimento nella tragedia di Aguscello, quando era conosciuto alle forze dell’ordine come ladro di biciclette e stalker. Ieri, davanti al giudice Debora Landolfi, accusa e parte civile hanno presentato la lista dei testimoni e il processo riprenderà il 20 febbraio.
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A testimoniare sono state chiamate, oltre all’ex compagna assistita dall’avvocato di parte civile Saverio Stano, anche la sorella di lei e l’assistente sociale che ha seguito la donna. Secondo l’accusa, sostenuta dal viceprocuratore onorario Elisa Bovi, gli atti persecutori erano cominciati nel 2011 quando la donna, incinta, decise di troncare la relazione. Lo stalking è poi proseguito per cinque anni, interrotto solo nei periodi in cui il giovane si trovava in carcere per furto, fino a pochi mesi prima dell’omicidio del pensionato di Aguscello. Il copione era quello già noto nei casi di stalking: telefonate e sms a ogni ora, appostamenti, pedinamenti, al punto da indurre la donna ad andare a vivere altrove. Fiti però, secondo le denunce che nel frattempo si erano accumulate (una sfociata in 8 mesi di patteggiamento davanti al Giudice di Pace), ne avrebbe approfittato per introdursi nell’appartamento rimasto vuoto per danneggiarlo.
È probabile che il 20 febbraio il giudice già pronunci la sentenza. Nel frattempo sarà già entrato nel vivo - se non già concluso - il processo Tartari dove Fiti, assistito dall’avvocato Alberto Bova, dovrà difendersi dall’accusa di omicidio volontario in concorso.
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