La stazione di Ostellato tra incuria e sporcizia
I bagni sono chiusi. Due turiste: sala d’aspetto indecente, aspettiamo fuori. Il sindaco Marchi: situazione su cui lavorare, ma l’edificio non è nostro
OSTELLATO. Dopo Codigoro, tappa iniziale del nostro viaggio lungo le stazioni ferroviarie del Ferrarse, abbiamo fatto scalo a Ostellato. Quella di Ostellato è l’undicesima stazione partendo da Ferrara e la sesta partendo invece da Codigoro.
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L’edificio dà le spalle alla strada e un piccolo spiazzo ospita qualche portabiciclette. La stazione è deserta. Solo da una finestra, accanto al cartello blu che indica il nome della fermata, spunta uno stendipanni con un po’ di biancheria appesa, ma di viaggiatori in attesa del convoglio nemmeno l’ombra. Ne approfittiamo per fare una rapida ma non superficiale ispezione del luogo. In alto, sopra due porte coi vetri offuscati vediamo un cartello (o almeno ciò che rimane di esso). Sull’insegna leggiamo “tti”; un tempo la scritta completa era “gabinetti” e si riferiva alle due porte sottostanti.
I servizi igienici però non sono utilizzabili; non si capisce se sono fuori uso oppure no; semplicemente le porte sono chiuse a chiave e non c’è nessuno a cui poterle domandare.
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Proseguiamo verso la sala d’attesa. Anche qui a farla da padrona sono le scritte, a volte incomprensibili, sui muri. Le pareti sono macchiate, i pavimenti sporchi e pure qui si trova una porta chiusa a chiave che non si capisce a che cosa dovrebbe dare accesso. L’attesa si dovrebbe trascorrere qui dentro; per sedersi, due panchine in legno vecchio stampo. Usciamo e nel frattempo sono arrivate due ragazze; vorremmo far loro qualche domanda ma, non parlano italiano. Capiamo che sono inglesi, sono turiste, e stanno viaggiando alla scoperta del territorio. Il treno però lo aspettano fuori, sedute sul marciapiede «preferiamo così- dicono - la saletta non ci piace». Difficile dare torto alle due giovani
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Il sindaco di Ostellato Andrea Marchi è consapevole delle condizioni in cui versa la stazione del Comune che amministra ma spiega: «Noi come amministrazione non possiamo intervenire sull’edificio che è di proprietà di Fer, ovvero Ferrovie Emilia Romagna. Sappiamo che la struttura andrebbe risistemata e ripulita, ma al momento non abbiamo nessun tipo di potere d’azione». I viaggiatori però chiedono che la situazione venga presa in considerazione dagli enti preposti. «Se il Comune non può agire direttamente - dice un pendolare - almeno che si faccia carico della problematica e usi la sua “voce” per fare sentire a Fer i problemi che tanti abitué del treno, lavoratori, studenti o turisti che siano, lamentano ormai da troppo tempo». E anche qui l’attenzione dell’uomo, che come il codigorese preferisce mantenere l’anonimato, si concentra direttamente sull’inverno. «L’impianto di riscaldamento spesso e volentieri è fuori uso e quindi chi viaggia è costretto ad aspettare il proprio treno al freddo. Non solo, l’edificio non ha alcun tipo di tettoia o riparo quindi, quando piove, l’acqua uno se la prende tutta». Richieste semplici e basilari, quelle avanzate dai viaggiatori: «Non pretendiamo servizi extra, chiediamo solo che si lavori su quelli indispensabili».
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