Al Grattacielo una scuola estiva per imparare l’italiano
Il grattacielo non è solo sinonimo di devianza e problemi sociali, ma è anche sede di importanti iniziative, come la Scuola Estiva di Italiano “Il Grattacielo”, per bambini della scuola primaria,...
Il grattacielo non è solo sinonimo di devianza e problemi sociali, ma è anche sede di importanti iniziative, come la Scuola Estiva di Italiano “Il Grattacielo”, per bambini della scuola primaria, ragazzini delle medie e del biennio formativo (14/16 anni). Lo scopo non è semplicemente quello di insegnare la lingua italiana come L2, ma di favorire l'integrazione dei ragazzi. Giunta all'ottava edizione, attiva dal 2009, voluta e gestita dall'amministrazione comunale in collaborazione con l'associazione Viale K, si avvale di contributi del Rotary Club Ferrara Est e dell'associazione Anolf. Per conoscere meglio l'attività della scuola, abbiamo sentito Laura Lepore, responsabile dell'ufficio alunni stranieri del Comune di Ferrara. Che cos'è la scuola estiva d'italiano? «È uno spazio extrascolastico, che come Comune abbiamo promosso per permettere ai ragazzi stranieri neoarrivati o in difficoltà linguistica, di potenziare, affinare o apprendere la lingua italiana. Ci rivolgiamo a bambini della scuola primaria fino ai 16 anni. Gli alunni delle elementari vengono accolti nella scuola Govoni, in zona Gad, dove c'è maggior concentrazione di stranieri. I ragazzi fino ai 16 anni sono accolti al grattacielo, presso la Sala Polivalente». Quali sono le nazionalità maggiorante rappresentate? «Molti provengono dall'est Europa, abbiamo una buona presenza di cinesi, maghrebini( tunisini e marocchini), ma ci sono anche pakistani o siriani. Una presenza eterogenea». Come sono strutturate le lezioni? «Dal lunedì al mercoledì dalle 9 alle 12 c'è la classica attività didattica di italiano, in tutte e due le sedi. Invece, il giovedì e il venerdì, attiviamo dei laboratori, che hanno sempre come obiettivo l'ampliamento lessicale, legato alla riflessione sui nuovi termini appresi durante le attività. I laboratori spaziano dalla pittura, al teatro, all'educazione ambientale, alimentare, allo sport». Quando iniziano i corsi? «Il 4 luglio e terminano il 12 agosto. Dopo Ferragosto, attiviamo il corso per bambini e ragazzi più grandi dal lunedì al mercoledì, fino alla fine del mese». Sono aumentate negli anni le iscrizioni? «L'anno scorso abbiamo avuto 90 iscritti, e il numero massimo di ragazzi che possiamo accogliere è 100. Quest'anno ancora non lo sappiamo, perché le iscrizioni sono in corso». Fino a quando ci si iscrive e come si fa? «Le iscrizioni sono aperte fino al 24 giugno e ci si può recare al centro di Mediazione del Comune, in viale Cavour 177-179 (telefono 0532/770504)». All'interno della Scuola estiva collaborano varie figura professionali: Dagli operatori di Viale K, che curano la didattica e il coordinamento del progetto, al personale dei Servizi educativi che si occupa della didattica e dei rapporti con le scuole del territorio, al personale dell'ufficio mediazione, responsabile delle iscrizioni e della logistica. L'obiettivo principale è «la maggior integrazione dei ragazzi, che hanno l'opportunità di giocare insieme e essendo tutti di nazionalità diverse devono usare l'italiano come lingua veicolare». L'inclusione sociale è quindi l'obiettivo primario, che avviene tramite la lingua e le attività laboratoriali. Le ricadute sono positive anche a livello scolastico. «Al termine, gli insegnati predispongono per ogni alunno un fascicolo personale con il programma svolto e il livello raggiunto. Inoltre spesso sono le scuole stesse, a consigliare la frequenza a quelle famiglie che ne hanno necessità».
Veronica Capucci
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