Ferrara, gattino camminerà con zampa bionica
Nove mesi fa lo trovarono a Boara con due arti amputati L’operazione, prima in Italia, eseguita a Zugliano (Vicenza)
FERRARA. Un gattino ferrarese senza pedigree, senza un padrone è il primo felino al quale in Italia sia stata impiantata una zampa bionica. Si chiama Vito, ora ha undici mesi, quando ne aveva due finì sotto una falciatrice - così si suppone - che gli amputò le zampe posteriori, una in modo integrale, l’altra all’altezza della tibia. Una settimana fa il gattino è stato operato all’arto meno compromesso nella clinica veterinaria “Pedrani” di Zugliano (Vicenza) dall’equipe del dottor Giuliano Pedrani. L’intervento è durato 4 ore, come ha dichiarato a “Libero” il chirurgo ortopedico Tommaso Nicetto che ha eseguito l’intervento, «consistito nell’innesto di una protesi al titanio, fatta su misura». L’operazione è solo l’ultimo di una serie di passi mossi in favore del gattino.
A portarlo nella clinica di Zugliano è stata Valentina Pasotto, responsabile dell’Oipa di Rovigo (Organizzazione internazionale protezione animali), che ha adottato il gattino ferrarese. «Tramite facebook avevo saputo di questo gattino e mi sono messa in contatto con Paola dell’associazione A Coda Alta di Ferrara, che si era presa cura di Vito. Oipa si occupa in modo particolare di gatti disabili e con handicap e abbiamo per questo rapporti stretti con alcune cliniche veterinarie».
Paola Bucci ricostruisce con precisione la vicenda di Vito. «Il 19 settembre 2015, un sabato, telefonò al Gattile (dal 2013 A Coda Alta, presieduta da Maurizia Zappaterra, gestisce il Gattile di Ferrara) un ragazzo per segnalarci che nella campagna di Boara aveva visto un cucciolo di gatto che zoppicava. L’accordo era che appena l’avesse nuovamente rintracciato ci saremmo risentiti». Il ragazzo di Boara non perse tempo, andò alla ricerca del gattino zoppo, che quello stesso giorno, viste le tristissime condizioni, venne portato nella Clinica veterinaria Estense di Francolino.
«Ci spiegarono - riferisce Paola Bucci - che la zoppia non era dovuta a una frattura ma a un’amputazione delle zampe posteriori causata da una falciatrice o da una mietitrebbia». A Ferrara il gattino l’avevano chiamato Salvo. Con buona ragione visto quante ne ha passate. Ha rischiato anche di essere soppresso. Era in condizioni pietose, ci sono state telefonate concitate tra vari veterinari per decidere il da farsi, alcuni erano per la soppressione in quanto la vita di un gattino senza zampe forse non era degna di essere vissuta. Salvo si salvò. Marcello Paltrinieri, chirurgo ortopedico di fiducia dell’associazione A Coda Alta, operò il gatto per correggere le amputazioni ed evitare infezioni. «Abbiamo preso in carico il gattino fino al 4 novembre - riferisce Paola Bucci - quando l’abbiamo affidato a Valentina dell’Oipa di Rovigo, che si occupa di gatti con handicap e disabilità».
Per l’assistenza e l’intervento chirugico di Vito (a Rovigo al gattino è stato dato il nuvo nome ) è stata lanciata un’apposita sottoscrizione che è tuttora aperta: «Non so quanto ci costerà in tutto, ma sicuramente diverse migliaia di euro» dice Valentina. Per contatti: www.oipa.org/italia/sezioni/rovigo.html
Vito-Salvo è in convalescenza. La protesi, innestata nel moncone di osso, è protetta da una gabbia metallica a sua volta ricoperta da una fasciatura. Attorno alla protesi debbono riformarsi, rigenerarsi e attecchire i tessuti. La fase è delicata, ma in questi primi giorni Vito reagisce bene agli stimoli e alle coccole.(m.p.)
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