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«Fiorini fuori da Basell» La Cgil: «Irricevibile»

di Alessandra Mura
«Fiorini fuori da Basell» La Cgil: «Irricevibile»

L’azienda: non più licenziamento, ma l’allontanamento dalla fabbrica Il sindacato: il delegato ha diritto di restare al suo posto. Il giudice si è riservato

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È durata meno di mezz’ora - il tempo per Basell di presentare un proposta di accordo, e per la Cgil di rifiutarla come «irricevibile» - l’udienza di ieri davanti al giudice del Lavoro Alessandra De Curtis, chiamata a pronunciarsi sul ricorso dell’azienda contro l’ordinanza di reintegro del delegato Rsu Luca Fiorini. Ma è destinata a prolungarsi ancora parecchio, forse anche anni, la guerra giudiziaria tra la multinazionale insediata nel Petrolchimico ferrarese e il rappresentante sindacale, iniziata ormai sei mesi fa all’indomani di un acceso confronto per il rinnovo del contratto integrativo, proseguita con il licenziamento di Fiorini e culminata in due ordinanze del Giudice del Lavoro, entrambe favorevoli a Fiorini, ed entrambe impugnate da Basell. Ieri si discuteva dunque il primo contrattacco dell’azienda, l’opposizione alla condanna per comportamento antisindacale stabilita il 1º febbraio dal giudice Alessandro D’Ancona al termine della causa intentata dai chimici Cgil nella persona del segretario provinciale Fausto Chiarioni. E se la volontà aziendale, come è ormai ben chiaro, è quella di non rassegnarsi e percorrere tutti i gradi previsti dal codice, la proposta di transazione presentata ieri da Basell rappresenta comunque un passo indietro rispetto alla drasticità della risoluzione del rapporto di lavoro. In sostanza, l’azienda si è detta disposta ad accantonare la decisione di licenziare Fiorini, ma ne ha chiesto l’allontanamento da Basell. In parole poverissime: che lavori pure altrove, basta che se ne vada da qui. Proposta respinta al mittente e ritenuta «irricevibile» da Chiarioni, rappresentato dall’avvocato Antonio Piccinini che assiste Fiorini anche nella causa individuale. Irricevibile, spiega il segretario dei chimici Cgil, non solo per motivi di principio, ma anche perché rovescia sul sindacato la responsabilità di decidere sul futuro di Fiorini, «soprattutto alla luce di due ordinanze che stabiliscono che il licenziamento è stato legittimo e discriminatorio. Tanto, più che il punto di conciliazione e di ripresa di relazioni sindacali positive era stato raggiunto con la sottoscrizione dell’integrativo a marzo». Il giudice De Curtis si è riservata sulla decisione: potrebbe fissare l’udienza per procedere alla discussione e al verdetto, oppure riaprire l’istruttoria e riascoltare le testimonianze dalle quali, secondo l’azienda, emergerebbero contraddizioni. A questo capitolo, si affianca poi quello della causa individuale intentata da Fiorini contro il licenziamento e sulla quale la stessa giudice De Curtis si era pronunciata a favore del lavoratore il 26 febbraio scorso, e che è oggetto di un altro ricorso presentato da Basell e che si discuterà il 5 ottobre, davanti al giudice D’Ancona. E poi? Poi l’azienda potrà spostare il suo campo di battaglia prima a Bologna in Corte d’Appello e poi a Roma in Cassazione.

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