La Nuova Ferrara

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Scuole, un piano per l’integrazione

di Gian Pietro Zerbini
Scuole, un piano per l’integrazione

L’aumento degli studenti stranieri è costante, ecco come le istituzioni intervengono per favorire inserimenti e didattica

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Il numero dei bambini stranieri che frequentano le scuole d’infanzia e dell’obbligo sta aumentando nella città di Ferrara in maniera netta e costante. Nell’anno scolastico appena concluso la percentuale dei bambini inseriti nelle strutture nidi e materne è salito al 28,14%, con una punta particolarmente elevata che si registra nel coordinamento 4 (zona Barco) con un 43,92, quasi la metà degli iscritti. In coda c’è il Neruda (zona Villa Fulvia) con l’11,57%.

La percentuale degli iscritti stranieri negli istituti comprensivi ferraresi (elementari e medie) si attesta al 14,97% con una punta del 30,23% all’istituto comprensivo Govoni (zona Gad). La percentuale più bassa: 5,04% la fa registrare l’istituto comprensivo Don Milani (zona Est). Le percentuali ovviamente risentono anche delle caratteristiche delle zone cittadine e dei quartieri con iscrizioni che sono quasi direttamente proporzionali ai residenti stranieri.

Per amalgamare al meglio questi flussi stranieri nelle scuole, è in atto un vero e proprio piano di integrazione per favorire l’inserimento dei bambini stranieri, alcuni dei quali non parlano ancora bene la lingua italiana, senza compromettere la didattica.

«La scuola si conferma un laboratorio di integrazione straordinario - spiega l’assessore all’istruzione del Comune di Ferrara, Annalisa Felletti - e crediamo moltissimo in questo. La concentrazione in alcune scuole di minori stranieri che fanno riferimento a diverse comunità etniche è proprio legata ad una scelta che fanno le famiglie stranieri, dove trovano poi un ritorno positivo dell’integrazione sperimentata e viene scelta quella scuola perché si è dimostrata efficiente in termini di ricadute in termine di integrazione. Teniamo monitorati i flussi e il lavoro di analisi è funzionale, perché non ci sia troppa concentrazione e per verificare se vi sia un’effettiva integrazione. Su questo aspetto stiamo lavorando in accordo l’ufficio scolastico provinciale per livelli di istruzione di competenza dello Stato. Credo che una buona integrazione sia quella fatta nei primi anni di vita, lavorando sul tessuto culturale e non può che essere un laboratorio straordinario di integrazione. L’amministrazione, per le proprie competenze cerca di lavorare costantemente per agevolare la didattica in modo da creare un arricchimento reciproco sia per i bimbi ferraresi che per quelli stranieri».

«La presenza di bambini di origini straniera è in costante e graduale aumento - spiega il direttore dell’Istituzione Scuola, Mauro Vecchi - sia il Comune che lo Stato si sono tutelati per garantire una reale integrazione in ambito scolastico. Nonostante siano aumentate le presenze degli stranieri sono stati fatti passi notevoli. La scuola è una base importante per educare i nostri bambini alla vera integrazione in linea con l’evoluzione di un mondo che gradualmente cambia e si globalizza. La scuola di oggi è lo specchio della società di domani».

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