La Nuova Ferrara

Ferrara

Cento

Toselli: «Corsi di italiano per gli stranieri e Polizia municipale in borghese»

Toselli: «Corsi di italiano per gli stranieri e Polizia municipale in borghese»

"I cittadini avvertiranno subito che l'aria è cambiata. Voglio che migliori la sicureza di questo territorio importante"

3 MINUTI DI LETTURA





CENTO. Lui il sindaco l’ha già fatto, ma ora corre per farlo da un’altra parte, in un altro Comune. A Fabrizio Toselli (nella foto) si potrebbe applicare, con un po’ di humour, il principio della residenzialità politica. Humour, appunto. Che passa da un piano all’altro.

Fabrizio Toselli è pronto quando gli chiediamo quale è il suo concetto di immigrazione: «Ma guardi - ci risponde al telefono - che io il concetto di residenzialità storica legata all’immigrazione l’ho già applicato a Sant’Agostino!».

Ci può far capire meglio? «La mia posizione non cambia, quello che sostenevo da sindaco di Sant’Agostino lo sosterrò come sindaco di Cento». Cioè? «No a nuovi arrivi, soprattutto in virtù di una legge del Governo che spesso si dimentica».

Quale? «Quella che consente ai Comuni del cratere, cioè ai Comuni terremotati, di andare in deroga, in parole povere di non avere l’obbligo di accogliere nuovi profughi che andrebbero a rendere la situazione sociale ancora più difficile». Lei si avvarrà di questa deroga? «Certo».

Le sue posizioni sono mitigate rispetto a quelle della Lega? «Non si tratta di mitigare o meno. A volte uso un mio modo di dire: un lampione è un lampione, non è di destra o di sinistra. Voglio dire che chi lavora sarà il benvenuto, chi verrà a Cento per fare il delinquente non lo sarà affatto».

Per Toselli un altro aspetto importante è la lingua italiana: «Vogliamo istituire corsi di lingua italiana per gli stranieri, una delle cose più importanti quando arrivi in una Nazione che non è la tua, è conoscerne la lingua. È un segno di rispetto per il Paese in cui arrivi». Corsi gratuiti? «No, corsi a pagamento perché non credo nelle cose gratuite».

Tolleranza zero? «Tolleranza zero, soprattutto nei confronti di delinquenti e persone che vengono per commettere reati da noi».

Torniamo sulla residenzialità storica? «Anche questa è una cosa che io ho già sperimentato a Sant’Agostino. Per le case popolari, per gli asili. Chiaro che anche per noi avranno la precedenza le famiglie che da più tempo abitano a Cento. Per quanto riguarda l’accoglienza, è giusto che chi si comporta bene venga accolto. Ci mancherebbe altro!».

Sbagliamo, o nel vostro programma c’è anche la lotta all’accattonaggio? «Certo che c’è. E sarà uno dei cambiamenti che daranno ai cittadini il senso che l’aria è cambiata rispetto a chi ha governato prima. Chi fa accattonaggio deve essere mandato a casa».

E il progetto degli agenti della “Municipale” in borghese cui accennava? «Ci tengo molto. Gli agenti della Polizia municipale lavoreranno anche in borghese, sarà una novità assoluta ma servirà tantissimo». Ci faccia un esempio. «Gli agenti in borghese sono nel parcheggio, chi fa accattonaggio chiede soldi al conducente di un’auto. Bene, è lì che gli agenti possono intervenire e chiedere i documenti. In questo modo ti rendi conto immediatamente di chi hai di fronte. Voglio che migliori la sicurezza percepita, oltre a quella reale. Tutto ciò riguarderà anche tutte le nostre frazioni dove metterò presidi fissi della Polizia municipale». (m.puli.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google