Insulti alle vigilesse, scatta la reazione dello Stato
Ferrara, Zona Gad. Nel blitz eseguito dalle forze dell'ordine identificate 37 persone, 2 denunciati. Nuove intimidazioni al personale dei vigili urbani e sassi contro il personale di sicurezza
FERRARA. Lo Stato a Ferrara c’è, sa farsi sentire e non è disposto a cedere terreno alla delinquenza e alla criminalità. È stato soprattutto un segnale di presenza, e un messaggio di fermezza, quello che ha voluto mandare il servizio straordinario interforze organizzato oggi dal questore Antonio Sbordone nella zona Gad e nelle aree della stazione e del Grattacielo, dopo le violenze verbali e le intimidazioni subite martedì mattina da due vigilesse.
E non sono mancati, nemmeno di fronte a un massiccio spiegamento di forze, prove muscolari e atteggiamenti di sprezzo nei confronti dell’ordine pubblico: il servizio, cominciato alle 14 e terminato attorno alle 19, si è concluso con due denunce a carico di altrettanti nigeriani: uno per essersi rifiutato (con una vivace reazione verbale) di mostrare i documenti, e un altro per resistenza. Quest’ultimo episodio ha visto ancora una volta vittima una agente della polizia municipale che ha subìto il tentativo dell’extracomunitario di divincolarsi e sottrarsi al controllo, e non è escluso che alla denuncia per resistenza possa aggiungersi anche quella per lesioni.
In tutto sono state 37 le persone identificate, ma più del doppio alla vista di polizia di Stato, carabinieri, guardia di finanza e polizia municipale sono scappati, e qualcuno ha anche lanciato dei sassi in direzione delle forze dell’ordine. Dei 37 identificati (l’unica forma di controllo, mettono in chiaro dalla questura, prevista dalle forze di polizia italiane), 36 sono risultati cittadini nigeriani richiedenti asilo; il 37º era un algerino irregolare e che sarà espulso. È stato inoltre accertato che lo status di richiedente asilo è stato rilasciato solo per pochissimi casi dalla Questura di Ferrara, che nessuno degli identificati vive al Grattacielo e che non sono arrivati in città con il treno.
Ma oltre a raccogliere elementi per cercare di capire le dinamiche del fenomeno “occupazione” dell’area Gad-Grattacielo, il servizio straordinario svolto oggi ha voluto mostrare, spiegano dalla Questura «che siamo un organismo compatto, e che è impensabile reagire come è successo con le due vigilesse. E queste attività di controllo continueranno finché non cesserà questa situazione». Per dimostrarlo sono andati sul campo quindici agenti della polizia di Stato con due Volanti, gli operatori del reparto Prevenzione Crimine, della Squadra mobile in borghese, dell’Immigrazione e della Scientifica, a cui si è aggiunta una pattuglia dei carabinieri, una della Guardia di Finanza e tre della Polizia Municipale.
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