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I problemi della gad

«Luci ed eventi, così il Giardino può rifiorire»

Gian Pietro Zerbini
«Luci ed eventi, così il Giardino può rifiorire»

Il vicesindaco Maisto annuncia provvedimenti: chiediamo anche un finanziamento all’Anci

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FERRARA. Ci ha messo un po’, ma alla fine ha deciso di uscire allo scoperto. In questa vicenda ha sempre tenuto un profilo basso, ma adesso che il problema è sotto gli occhi di tutti e rappresenta una forte criticità per la realtà ferrarese il vicesindaco Massimo Maisto parla a ruota libera della Gad e pone sul tavolo elementi per risolvere il problema, annunciando una serie di iniziative per cercare di eliminare il disagio, investendo su cultura, eventi e associazionismo.

Vicesindaco Maisto, i problemi della zona Gad sembrano l’emergenza numero 1 della Giunta Comunale?

«C'è un problema importante e deve essere gestito. I colleghi che si occupano della sicurezza e le forze dell’ordine intervengono sull’emergenza quotidiana e sono sicuro che si vedranno i risultati. Da vicesindaco e assessore con delega alla cultura e ai giovani ora vorrei fare di più, attraverso il pieno coinvolgimento di tutti i cittadini - attraverso le associazioni civiche e culturali - perché diano una mano a essere presenti alla Giardino. Non si deve vedere il quartiere come un’emergenza, ma come uno dei quartieri più belli della nostra città, sia dal punto di vista urbanistico, sia per gli spazi pubblici, infatti è uno dei quartieri più verdi della città. Non a caso insisto sul fatto che all’acronimo Gad, è preferibile quartiere Giardino».

Certo che negli ultimi anni il “Giardino” è diventato un po’ degradato...

«La Giardino è il segno che Ferrara è bellissima ma fragile, come lo sono le periferie delle grandi città. La Giardino ci insegna che il degrado va combattuto, sotto tutti i punti di vista e non ci si deve arrendere. È una delle grandi scommesse e bisogna portare punti d'incontro, di condivisione di idee, perché dal nostro lavoro dipenderà quello che troveranno i nostri figli in quelle strade tra pochi anni. Noi usciremo da questa emergenza considerando quel quartiere come una zona normale, che ha bisogno della maggiore presenza delle forze dell'ordine e di tutti i cittadini di Ferrara che utilizzano e si appropriano degli spazi del quartiere. Quindi sono personalmente impegnato a portare associazioni, iniziative, festival e imprese in quella zona. Oggi ancora non si vede, ma quella sarà una delle zone oggetto di maggiori cambiamenti positivi nella città. Un esempio è il Meis che a metà 2017 aprirà e farà da centro gravitazionale di tutta la zona dalla Darsena all’Acquedotto. I magazzini Savonuzzi e la Darsena già attualmente dimostrano come questa zona della città possa diventare frequentata da chi ama le attività culturali e il tempo libero. Proprio martedì in giunta abbiamo finalmente firmato il contratto con il Consorzio Grisù che si trova al centro delle zone a rischio. Fra lo spazio Grisù e piazzale Giordano Bruno fino a piazza Castellina porteremo molto attività».

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Di che tipo?

«Saremo impegnati con il Festival di Internazionale per due giorni di cinema all’aperto. Il cortile di Grisù verrà dal prossimo anno reso fruibile e potrà ospitare sempre più iniziative, ma l’idea è anche quella di ascoltare idee e progetti delle associazioni ferraresi, nessuna esclusa. Da segnalare anche l’arrivo dell’Urban center nella palazzina Ex Mof di corso Isonzo. Incontrerò personalmente tutte le associazioni culturali della città che si dimostrano disponibili e anche tutti i cittadini della zona che lo vorranno per capire le iniziative più adatte da adottare, tengo a precisare non in una logica di emergenza ma di normalità e promozione della Giardino. Queste attività poi devono rimanere nel tempo. Sicuramente all’inizio si può pensare come per i festival di Internazionale e dei Buskers, di portare iniziative già consolidate, ma già dal prossimo anno si potranno proporre e sviluppare iniziative nate e cresciute nel territorio, con l’obiettivo di rendere il quartiere appetibile anche per il commercio privato, fondamentale contro il degrado. Ho sempre difeso e lavorato per le associazioni culturali e ricreative, adesso sarò io a chiedere, con forza, di partecipare a questo percorso di cittadinanza attiva. Dal mio ufficio partiranno inviti rivolti alle associazioni e sono sicuro che raccoglieranno una sfida difficile, ma che in altre zone della città abbiamo già vinto. Come ad esempio in centro storico. Vogliamo accendere delle luci su quel quartiere, che, ribadisco, è un quartiere bello e da valorizzare».

Non è che avete sottovalutato in questi anni il problema della zona Gad, pardon del quartiere Giardino?

«Il problema del degrado dei quartieri di periferia o adiacenti le stazioni ferroviarie è un problema noto, che esiste in tutte le città. Purtroppo spaccio e prostituzione rispondono a logiche illegali di mercato. Quello su cui noi siamo chiamati dai cittadini a lavorare è allargare il perimetro del centro storico e quindi accendere quelle stesse luci anche in zone più periferiche. Mi prendo questo impegno con i cittadini del quartiere, ma non solo. Tutta la città deve avere a cuore il quartiere Giardino, è un fiore all'occhiello di Ferrara e, per questo è corretto pensare a due o tre anni di tempo per radicare le iniziative, vanno costruite e fatte crescere».

Ci vogliono anche risorse per far questo...

«Martedì prossimo porterò in Giunta un progetto con il quale concorreremo al finanziamento dell’Anci denominato “Per le Rigenerazioni creative”. In ballo ci sono oltre 200mila euro».

Una rondine non fa primavera, spettacoli sporadici sono utili ma non possono fare molto. Serve qualcosa in più.

«Riprenderemo anche un lavoro di comunicazione che l’associazione “Basso Profilo” sta avviando, perché non stiamo parlando di un cartellone di attività. Serve una strategia di coordinamento che vorrei mettere in campo, come già avviene in centro storico con le molteplici iniziative. E proprio per evitare di rischiare che siano iniziative calate dall’alto proporrò un incontro pubblico tra l’associazionismo culturale e i cittadini residenti che vorranno partecipare. E proprio perché il quartiere Giardino riguarda l’intera città ci terrei che l’incontro avvenisse nella sala del consiglio comunale».

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