Valanga d’acqua nei canali «Eravamo al collasso»
Fino a 230 millimetri di pioggia da metà maggio, 270 milioni di metri cubi smaltiti La Bonifica: venerdì abbiamo rischiato. Servono soldi, basta rifiuti abbandonati
«Un evento secolare che ha messo a rischio il sistema della bonifica: se venerdì continuava a piovere...». Lascia in sospeso la frase, Franco Dalle Vacche, per non addentrarsi in scenari catastrofistici che, ora si può dire, sono stati allontanati, ma che alla fine della scorsa settimana erano oggetto di colloqui preoccupati tra i tecnici e gli amministratori del Consorzio di Bonifica. Il livello dei canali, gonfiati da «temporali su temporali» susseguitisi nell’ultimo mese, aveva infatti raggiunto il livello di guardia nell’intero comprensorio e la capacità di smaltimento da parte degli impianti di bonifica era al limite. «Eravamo al collasso, è il caso di segnalarlo - esce allo scoperto il presidente del Consorzio - Del resto le precipitazioni hanno raggiunto un livello record: da metà maggio a metà giugno sono caduti in media sul nostro territorio 160 millimetri di pioggia, con punte di 230 a Poggio Renatico, 220 a Ferrara e 200 ai Lidi. Poiché stiamo parlando di 240mila ettari di superficie, possiamo calcolare che si siano accumulati in questo periodo 360 milioni di metri cubi d’acqua piovana, dei quali almeno 260-270 da smaltire attraverso i nostri impianti. Per avere un’idea delle proporzioni, basti sapere che in un anno il sistema irriguo movimenta 500 milioni di metri cubi». La massa d’acqua da spostare in poco tempo verso il mare è stata mostruosa, e bisogna ringraziare il completamento dei lavori della traversa di Valpagliaro, impianto-chiave del sistema Volano, che funziona da appena un mese: «Con la traversa ancora chiusa sarebbe andato in crisi l’intero comparto a sud di Ferrara» è la previsione di Dalle Vacche.
Nei giorni successivi la Bonifica ha lavorato a pieno regime e, nonostante qualche colpo di coda del maltempo, i canali sono stati svuotati; al momento, assicurano in via Borgoleoni, eventuali criticità idrauliche non fanno paura.
Lo scampato pericolo riporta però all’attenzione di tutti gli interventi necessari a «riportare il livello di rischio al livello di normalità», sono le parole del presidente. Si tratta, anzitutto, di trovare quei 40 milioni di euro per interventi di potenziamento degli impianti, da suddividere equamente tra i vari comparti del territorio provinciale, che la Bonifica invoca da un paio d’anni. E poi di convincere i cittadino ad evitare comportamenti pericolosi, come abbandonare i sacchetti di rifiuti urbani nei canali: «In questi mesi d’incremento della raccolta differenziata abbiamo assistito ad un notevole aumento di questo fenomeno - è l’allarme di Dalle Vacche - Il sacchetto abbandonato poi s’infila in un tombino e va ad intasare una canalina». Quando piove come nell’ultimo mese, anche questi micro-intasamenti possono provocare guai.
Stefano Ciervo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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