«Droga e minacce, qui abita la paura»
Ferrara, i racconti dei residenti del Birago che chiedono più sicurezza e protezione: gli spacciatori sporcano e ci aggrediscono
Insulti alle vigilesse, scatta la reazione dello Stato: blitz e denunce
Sicurezza: botta e risposta tra Malaguti e Modonesi
FERRARA. «Non c'è solo la zona Gad, ci siamo anche noi con gli stessi problemi, se non maggiori. Siamo molto stanchi di dovere affrontare da soli gli spacciatori, abbiamo paura perché non ci sentiamo protetti. Qualche volta quando perdiamo la pazienza, scattiamo, li affrontiamo ma ci rimettiamo sempre perché sono in tanti e fanno comunella». Le voci di protesta, in via Porta Catena, dove si affacciano i palazzi del “Birago”, sono tante ma quello che le unisce è la reazione a una situazione considerata intollerabile, dove spaccio di droga, delinquenza e sporcizia si intrecciano e si alimentano a vicenda.
[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:ferrara:cronaca:1.13676473:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.lanuovaferrara.it/image/contentid/policy:1.13676473:1650613900/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Nella foto qui sopra: com'era il giardinetto del Birago, nella foto in cima all'articolo com'è ridotto oggi
La zona, che si estende fino al palazzetto dello Sport e all’inizio di corso Porta Po, a ridosso delle Mura, offre tanti angoli nascosti per chi smercia la droga. Non lontano, in viale Cavour, è stato chiuso per venti giorni il Bar 900, dove la questura ha accertato un movimento sospetto di persone. «Dalle mie finestre li vedo benissimo spacciare, masturbarsi anche se ci sono i bambini, fare i loro bisogni ovunque - racconta una signora che abita in via Porta Catena - addirittura dentro il mio cortile, contro la porta della cantina, e non serve a nulla sgridarli; arrivano addirittura a minacciarci. Anche se le parole non le comprendiamo, lo si capisce dal tono alterato della voce». «Prima che mettessi un coperchio con la chiave - prosegue un’altra signora - qualcuno mi ha rubato anche la benzina dal serbatoio dell'auto».
[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:site:1.13673547:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.lanuovaferrara.it/image/contentid/policy:1.13673547:1650613900/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
«Ma la cosa più grave è stata l'aggressione a una nostra coinquilina», dichiara una residente. «Ho sbagliato a pensare che bastasse mostrare il bastone - dice la vittima del drammatico episodio - poi ho girato le spalle e quell’uomo mi ha aggredita. Ho denunciato il fatto ai carabinieri perché mi ha preso soldi, cellulare e documenti. A causa del trauma subìto e delle minacce promesse, ho dovuto ricorrere anche alle cure dei sanitari». Intorno al Birago oggi il panorama è desolante; un tempo c’era uno spazio abbellito da rose, piante e siepi, ora è occupato da rifiuti e la rete di recinzione non esiste più. C'era un ingresso in marmo che è stato divelto ed è addirittura sparito, gli alberi sono un ottimo nascondiglio per la droga (a terra, mentre giravamo in quello che era stato un giardino abbiamo trovato una pastiglia, non si sa di quale sostanza), ci si imbatte in escrementi, lattine e bottiglie rotte.
«Ho detto ad uno di loro di raccoglierle - aggiunge una residente - e lui mi ha risposto che dovevo farlo io perché sono una donna. A quelle parole ho reagito e lui si è alzato dalla panchina con un atteggiamento minaccioso. Al che gli ho detto che l'avrei fotografato ma lui come niente fosse. Eccolo qui». E mostra la foto in cui è ritratto l’interlocutore con cui aveva avuto il battibecco. Alle lamentele dei residenti che concordano nel ritenere via Porta Catena «un market della droga a cielo aperto» si aggiungono quelle di chi vive fra corso Porta Po e Viale Cavour, in particolare alcuni esercenti che vedono la propria clientela diminuire sempre più per la presenza sgradita di delinquenti e personaggi sospetti. «Dove arriveremo? - si domandano sconsolati i negozianti - perché non basta che le forze dell'ordine facciano qualche giro. Se poi sono donne abbiamo visto come le hanno trattate l'altro giorno! Così non si può più andare avanti».
Margherita Goberti
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
