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Ferrara

dopo l’intimidazione alle due vigilesse

«È stata una resa». «No, nessuno è fuggito»

«È stata una resa». «No, nessuno è fuggito»

Botta e risposta a distanza tra Malaguti (Fdi) e l’assessore comunale Modonesi (Pd)

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«Le vigilesse dovevano chiamare rinforzi, identificare gli aggressori e procedere penalmente nei loro confronti - scrive l’ex consigliere regionale Mauro Malaguti (oggi dell’Fdi) - Il corpo di polizia municipale dipende dal sindaco, il sindaco dunque chieda scusa ai cittadini per quanto accaduto e assicuri immediati provvedimenti in merito». Ma l’assessore comunale alla sicurezza, Aldo Modonesi, risponde che «nessun vigile è scappato o ha smesso di fare il proprio dovere. Anzi».

Ieri il caso delle vigilesse attorniate e minacciate da un gruppo di stranieri nella zona del Grattacielo ha continuato ad alimentare lo scontro politico. «Questa amministrazione non è, e non lo è mai stata, in grado di far fronte alle nuove criminalità conseguenti ad una immigrazione clandestina fuori controllo - commenta Malaguti - Le vigilesse dovevano chiamare rinforzi, identificare gli aggressori e procedere penalmente nei loro confronti. Il comportamento da loro assunto invece, evidentemente con l'approvazione del loro comandante e dell'assessore, oltre che evidenziare una 'resa' di fronte a malviventi che palesano atteggiamenti mafiosi ha messo, di fatto, in grande imbarazzo tutto il corpo di polizia municipale». L’ex consigliere regionale chiede, dopo quell’episodio, «come saranno giudicati in futuro i nostri agenti dai cittadini ferraresi». Modonesi, nella sua «nota», spiega di voler proseguire il lavoro già avviato dal Comune con questura, forze dell’ordine e prefettura e che insediando i presidi nel quartiere Giardino, intensificando i controlli, chiudendo gli esercizi di vicinato irregolari, «è naturale che ci siano reazioni da parte degli spacciatori che infastidisci», con intimidazioni nei confronti delle forze dell’ordine e della polizia municipale». Modonesi afferma che agenti della municipale sono stati circondati l’altro ieri e tre giorni fa, «agenti che non hanno avuto paura, che hanno fatto il loro dovere e chiamato doverosamente i rinforzi». Si andrà avanti con «un controllo capillare e costante del territorio. Nessuno fugge».

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