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Si sposa via Skype in Tunisia, ed è l’inferno

Si sposa via Skype in Tunisia, ed è l’inferno

Dentista 60enne imputato di maltrattamenti con crudeltà. Per lei, 30enne, furono sei mesi da incubo

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Si erano conosciuti su siti arabi specializzati in matrimoni, via Skype: lui quasi 60enne, siriano,medico-dentista della provincia, lei, ragazza tunisina di 32 anni. Si erano conosciuti, fidanzati e sposati in poco più di 10 giorni, in Tunisia, dove lui volò da Ferrara. Ma il matrimonio non ha avuto lunga durata: si sposano nel luglio 2012 ma solo da ottobre fino a maggio 2013, vivono insieme e per lei, il matrimonio diventa inferno con violenze fisiche e psicologiche diventate ora un processo che ieri ha concentrato le attenzioni del giudice Alessandra Testoni, del pm Giuseppe Tittaferrante (sua l’indagine fin dal primo momento) e dei legali Marilena Ricucci per la ragazza (parte civile) e Massimiliano Sitta per la difesa del medico dentista accusato di maltrattamenti con l’aggravante della crudeltà. Perchè? Secondo le accuse e le denunce di lei i maltrattamenti si sono concretizzati in quei pochi mesi di convivenza nella apoteosi della gelosia con lesioni, un procurato aborto, privazioni: la donna non poteva mai uscire di casa da sola, non poteva imparare l’italiano. Secondo l’accusa venne utilizzata e mortificata: lui la faceva dormire fuori al freddo in giardino, e non poteva rientrare in casa se non gli baciava i piedi. E ancora, costretta a lavori pesanti in giardino nonostante fosse incinta, le faceva pulire casa un modo ossessivo o la teneva con sè nello studio come assistente alla poltrona pur non avendo, lei, nessun titolo. Queste le accuse. Contro cui, ieri mattina, in una udienza fiume, il medico si è difeso sostenendo che era stata lei a voler a tutti i costi sposarsi per scappare dalla Tunisia e che una volta giunti in Italia lui si accorse che la moglie aveva problemi psicologici, era una autolesionista e da qui la spiegazioni dei segni sul suo corpo, che lui sostiene essere stata lei procurarseli per metterlo nei guai per ricattarlo. «Non aveva niente quando è arrivata qui, io le ho dato di tutto», spiegava il medico. Il 7 dicembre si chiude il processo sulla vicenda che lui per tutti sintetizzava così al giudice: «L’avevo sposata e scelta per il suo aspetto fisico, ci tenevo alla sua silhouette, era un mio gioiello da mostrare a tutti». Oggi la donna vive separata da lui a Bologna. Lui dopo la separazione si è risposato, con un altra ragazza 30enne.

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