«Scippano anche i disabili in carrozzina», rabbia e paura in Gad
Una socia Aias vittima di un furto da parte di un ferrarese, ma sono gli stranieri ad essede temuti nella zona tra Stazione e Acquedotto, di giorni si è sicuri, la sera invece...
FERRARA. Nei giardini del Grattacielo e di Via Cassoli bambini non ce ne sono; per farli giocare in tranquillità le mamme fanno qualche passo in più ma li portano all'Acquedotto dove si è più sicuri. «Almeno fino ad una certa ora - dichiara una giovane mamma con un piccolo in carrozzina - ma quando farà veramente caldo e si desidererà un po' d'aria fresca anche dopo cena, io qui, o in altre zone del quartiere dove purtroppo abito, non verrò certamente se non accompagnata o con tante altre persone».
La signora ammette di avere paura, di sospettare di chiunque le passi vicino anche casualmente e «non è solo per quello che si legge sul giornale, per quello che è accaduto alle vigilesse, ma per quello che i nostri occhi vedono ogni giorno e, sempre più, ad ogni ora del giorno». All’ex sede dell’Asl si incontrano diverse associazioni di volontariato; alcune aprono solo il pomeriggio mentre l'Aias è mattutina.
«Fino ad ora - racconta la segretaria - non abbiamo avuto grossi problemi; qualcuno entra per chiedere l'elemosina ma niente di più; furti non ne abbiamo subìti ma del resto qui non c'è nulla da rubare. Invece ad una nostra socia in carrozzina, che era nei giardini, è stato strappato di mano il cellulare nuovo. Stava inviando un messaggio quando le si è avvicinato un giovanissimo italiano in bicicletta che le ha chiesto un'informazione e mentre lei ha alzato gli occhi per rispondere, lui le ha rubato il cellulare scappando via. La paura la provano tutti, figuriamoci chi ha problemi di disabilità e non può difendersi come gli altri».
La diffidenza aumenta quando si arriva nei pressi della stazione. Qui il coro di condanna di quanto si verifica regolarmente, specialmente di notte, è unanime in particolare da parte degli esercenti. La clientela è notevolmente calata, denuncia il farmacista, perché gli anziani hanno paura e preferiscono altre farmacie. «Sfrecciano sulle bici, bivaccano, sono sempre qui - dice una cliente - ed è naturale che si abbia paura di essere scippati o strattonati. Da una certa ora in giro si vedono solo “loro” mentre “noi” stiamo in casa, fino a quando non verranno anche lì a farci del male come accaduto in Francia con quei due poliziotti uccisi nelle mura domestiche».
Ma i più arrabbiati sono nei pressi del grattacielo. «Scriva pure il mio nome e cognome - dice Giuseppe Tartarini - perché è ora di finirla. Non vede che chi comanda non conta niente? Politici, capo della Polizia, ministro degli Interni e persino Papa che ci chiede di accogliergli tutti. Il 90% sono giovani e non scappano certo da paesi in guerra. Via mandiamoli via, facciamo pulizia, ma sul serio e cambiamo le leggi. Ho dentro tanta di quella rabbia che non so cosa farei …» .
Accanto a lui c'è Maria che ha assistito all'episodio delle vigilesse. «Hanno semplicemente chiesto i documenti e sono state trattate in quel modo! E' una vergogna che deve cessare».
Margherita Goberti
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