Spath-Trentini, cartelli e scintille
Sit-in di Fdi davanti alla sede dei vigili urbani. La dirigente replica
Quel cartello che riportava la scritta “Cercasi comandante della polizia municipale” non l’ha mandato giù. Ieri mattina, verso le 11.30, è uscita dal suo ufficio, in via Bologna, dove si trova la sede del comando comunale dei vigili urbani, e si è rivolta ai “contestatori”: «Eccomi, sono qui». Fuori, a consegnarle il messaggio, ribadito anche in un altro cartello («Cercasi fiducia dei cittadini, smarrita definitivamente in zona Gad a seguito delle dichiarazioni di resa del comandante della polizia municipale»), c’era il capogruppo comunale e coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, Paolo Spath, accompagnato da altri esponenti del partito. «Il comandante ha rilasciato una dichiarazione che ci è sembrata una vera e propria resa - ha spiegato Spath ai giornalisti - Non si giustifica una “ritirata” degli agenti di polizia municipale dicendo che in alcune circostanze allontanarsi può essere una decisione corretta. Forse avrebbe dovuto dire che bisogna aumentare il personale, formarlo in modo più adeguato, potenziare i mezzi a disposizione». Spath vuole chiarire che «noi non contestiamo le due vigilesse che si sono allontanate da un luogo ritenuto insicuro e pericoloso. È stato l’atteggiamento della comandante che non abbiamo ritenuto adeguato». Spath ammette che «sul fatto circolano versioni diverse, per cui chiediamo l’insediamento di una commissione che chiarisca cosa è successo». La comandante Trentini non ha nascosto le sue perplessità: «Al consigliere Spath ho detto che il loro partito ha spesso riconosciuto il nostro lavoro. Ci aspettavamo sostegno anche in questa occasione, invece....». Una nota congiunta di Aldo Modonesi, assessore comunale alla sicurezza, e del comandante dei vigili urbani, Laura Trentini, sottolinea che «gli episodi cui si riferivano l’assessore e la comandante sono due». Uno avvenuto sulle Mura di Belvedere, quando gli agenti, accerchiati da un gruppo di uomini, hanno chiamato una pattuglia di carabinieri «che purtroppo si rivelava successivamente indisponibile». Nel secondo caso due agenti, nel controllare una bici apparentemente abbandonata, erano state «avvicinate dal proprietario». L’uomo, extracomunitario ha alzato la voce, «come d’abitudine per certe etnie». Poi le due agenti si erano allontanate. «Risulta pertanto vero - scrivono Modonesi e Trentini - sia che in caso di effettiva difficoltà i rinforzi vengono attivati sia che gli agenti si sanno destreggiarsi nelle diverse situazioni, senza indietreggiare davanti al pericolo, ma nemmeno fomentando inutili confronti». Il segretario Pd, Luigi Vitellio, contesta chi vuole legittimane «chi ogni giorno lavora per la sicurezza di tutti».
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