No a Renzi e Corano Il fronte anti-riforma gioca a tutto campo
Referendum, aborto e immigrati nella campagna del No Il Sì risponde con il banchetto socialista: informare di più
No a Renzi e al Corano al posto della Costituzione. Difendiamo i nostri figli, e insieme il meccanismo bicamerale. C’è un po’ di tutto nel mondo che si sta coagulando dietro il Comitato per il No al referendum costituzionale di ottobre, a giudicare dalle voci che si sono alternate ieri mattina alla Sala della musica, durante la presentazione ufficiale degli anti-referendari ferraresi. Di fronte ad una cinquantina di persone, la parte politica della esposizione è stata esaurita da Alberto Balboni, che ha ripetuto i tre no: a una pessima riforma («con il 12% del corpo elettorale si può alla fine controllare tutto, dal parlamento al Csm»), a un governo fallimentare e ad un premier abusivo. «Anche Berlusconi nel 2005 volevamo abolire il bicameralismo? Sì, mantenendo però le competenze del Senato sui diritti fondamentali» ha argomentato l’ex senatore Pdl. L’intervento tecnico dell’avvocato Giuseppe Toscano si è concluso con un «a ottobre ci giochiamo tutto», poi è toccato all’ex forzista Massimo Pierpaoli gettare un ponte tra il dibattito politico («no all’uomo solo al comando») e scenari alla Houellebecq: «Facendo votare gli immigrati, a loro basterà il 25% per governare ma con il Corano al posto della Costituzione».
Poi la scena se l’è presa il movimento delle famiglie, annunciato da Chiara Mantovani che ha saldato assieme le sue battaglie quarantennali (contro il «tragico divorzio», l’aborto «disgraziatamente confermato» e la «deriva eugenetica» ex legge 40), con questa riforma «che vuole convincerci a lasciare la politica nelle mani degli esperti». Marco Springhetti, di Difendiamo i nostri figli, ha quindi introdotto il Comitato famiglie per il No, con Renato Cirelli che ha dato questa lettura storica della riforma: «Non è un incidente di percorso, vogliono portare l’Europa in un autoritarismo tecnocratico con venature socialiste e massoniche. Ci vogliono scristianizzati e privi dei nostri valori. Prima creano il problema con l’aborto, poi vogliono risolverlo con gli immigrati e decidere tutto: il problema non è Renzi in se, è solo uno strumento». E Massimo Martinucci (Difendiamo i nostri figli) ha spiegato il No con il rischio dell’uomo solo al comando, che potrà «facilmente» far passare eutanasia e droghe libere, dopo la Cirinnà. E Balboni alla fine ha annunciato l’adesione al No di Francesco Scutellari, ex presidente del Tribunale di Bologna.
In corso Martiri, intanto, il banchetto del Sì organizzato dai socialisti stava raccogliendo firme per il referendum: «Ne servono 500mila, in due ore ne abbiamo raccolte una trentina - ha detto la consigliera Deanna Marescotti - La riforma serve a togliersi dallo stallo, anche se va cambiata la legge elettorale. Le persone non sono ancora ben informate, anche sul fatto che servono le firme».
Stefano Ciervo
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