«Così difficile, così bello Non lo scorderò mai»
Il presidente Fortini: cuore in gola per il meteo e i due spaventosi capitomboli «Gareggiare non è stato un capriccio, ma un dovere. E la città ha capito»
Per tre volte il cuore di Alessandro Fortini ieri ha avuto un sobbalzo: verso le 7.30 quando ha sentito la pioggia scrosciare accompagnata dal rombo del tuono; alle 10.30, quando il cavallo di Santa Maria in Vado è inciampato sul canapo e il fantino Walter Pusceddu è rotolato a terra in mezzo a un tiro incrociato di zampe, zoccoli e redini; e infine verso le 10.55, quando il fantino di Santo Spirito è volato dalla sella in curva, atterrando sulla curatissima pista di piazza Ariostea. Tre momenti mozzafiato che si sono tutti sciolti in un lieto fine perché l’acquazzone “a macchia di leopardo” ha risparmiato la zona-Palio, il fantino Pusceddu è uscito di fatto indenne (se si esclude una frustatina di redini) dalla caduta e Adrian Topalli si è subito rialzato dopo il capitombolo, mentre il suo cavallo ha proseguito imperterrito la gara guadagnando pure un dignitoso quarto posto.
Alle 11 era tutto finito, e il presidente dell’Ente Palio Fortini ha potuto finalmente lasciarsi scivolare via tre settimane al cardiopalma, con un occhio alla sabbia della pista e l’altro alle previsioni del tempo, in un gioco a rimpiattino con il meteo che è durato fino all’ultimo. Nuvoloni sempre più minacciosi, raffiche premonitrici di vento e perfino il brontolio del tuono hanno accompagnato il Palio mattutino, più volte anticipato alla vigilia e corso mentre incombeva ancora il rischio di pioggia. Sugli spalti, occupati per lo più da contradaioli e da addetti ai lavori ma non per questo meno pieni o calorosi, serpeggiava anche un certo nervosismo, per l’entrata in funzione solo alle 9.45 del trattore spianapista e per le bizze alla mossa che, pur molto meno numerose del solito, non sono comunque mancate. E alla fine della gara, beffardo, il cielo ha perfino concesso un po’ di azzurro e qualche raggio di sole. «Adesso l’estate può cominciare», commenta ironico (e subito twitta) l’assessore al Palio Aldo Modonesi. «Questa edizione non me lo scorderò mai - butta fuori con un sospiro il presidente Fortini - Ma come tutte le cose difficili e sofferte, sarà anche quella che più mi resterà nel cuore». La pista, graziata dal breve temporale, era in condizioni perfette, ma dopo settimane di rinvii e tensione, il respiro si è mozzato in gola per la spaventosa caduta del fantino di Santa Maria: «Quando Walter si è tolto il caschetto il cavallo di San Luca, che arrivava per ultimo, lo ha colpito con le redini. Ma non ci sono state conseguenze grave perché Pusceddu, con grande professionalità, è riuscito a cadere nel modo giusto, buttandosi in avanti». Correre il Palio, continua, «non è stato una dimostrazione di cocciutaggine, ma un atto doveroso per tutti quelli che lavorano nel Palio, per quelli che ci credono e per tutta la città, visto che quella estense è l’unica manifestazione con quattro palii, e visto che i ferraresi sono molto più affezionati al loro Palio di quanto si creda, come dimostra la solidarietà e la comprensione dimostrata per l’occupazione prolungata di piazza Ariostea».
Alessandra Mura
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