I complimenti di Contri: «Ma io brindo lo stesso»
Cento, l’alfiere del centrodestra va a salutare gli avversari: strette di mano e rimproveri. L’analisi finale è tutta politica: «Toselli ha vinto solo grazie ai voti del Pd»
CENTO. «Sono in forma smagliante, questo è il momento di godersela». Alle 23,10 il candidato sindaco Diego Contri è appena rientrato nel suo quartier generale dopo una breve pausa caffè. Lo spoglio è cominciato da pochi minuti e tutto è ancora aperto. Secondo i dati del Comune alle 23 l'affluenza alle urne è stata del 56,71%. All'interno della sede i sostenitori tengono sotto stretto controllo i monitor, da fuori un capannello di persone ha gli occhi puntati verso i numeri che cambiano continuamente.
Quando i voti a favore di Toselli salgono a trecento sopra quelli di Contri i primi sostenitori iniziano a sospirare: «Il distacco è già ampio, non lo raggiungiamo più», dice qualcuno. «Aspetta siamo ancora agli inizi, ci sono trenta seggi. Lo spoglio è ancora lungo, vediamo come va». La tranquillità di Contri alle 23,30 inizia a vacillare. Nel frattempo arriva un portapizze con una decina di margherite: «Per chi sono le pizze?», «portale dentro ma lasciane un paio anche per i ragazzi fuori», risponde uno dall'interno. Sul tavolo un paio di birre che aspettano di essere stappate. Si segue col fiato sospeso il susseguirsi degli eventi. Quando il divario tra i due schieramenti raggiunge i 600 voti a favore dell'ex sindaco di Sant'Agostino gli umori si fanno più cupi: «Ormai è fatta», dicono un paio di voci. E questa volta nessuno, o quasi, ha il coraggio di dire il contrario. Il candidato cammina avanti e indietro nervosamente nell'area “off limits” dietro le bandiere dei vari schieramenti poi si riaffaccia, guarda i monitor e aspetta. Alle 23,45 quando Toselli è in testa di mille voti, l'imprenditore centese prende una decisione: «Basta, vado a fare i complimenti agli altri». Qualcuno gli dice di aspettare, tenta di persuaderlo ma il candidato di centrodestra è già per strada.
«Arriva, arriva», sussurrano i sostenitori di Toselli che lo vedono da lontano. Il candidato ormai sconfitto entra: «Sono venuto a farvi i complimenti, ormai avete vinto. La vittoria e vostra quindi... complimenti». Poche parole, pochi istanti che valgono a Contri l'applauso degli avversari. Ma c'è anche qualcuno che lamenta una «campagna elettorale scorretta dall'inizio alla fine, fino a questa mattina ci avete infangato». Ma Contri non sente. I dati comunali dicono: 54,07 per Toselli e 45,93 per lui. Torna dai suoi: «Ragazzi il vino in frigo c'è lo stesso e ca... direi che ce lo siamo meritati!». Si stappano un paio di bottiglie, si fanno un paio di brindisi. Amari ma, per i presenti, fieri. «Complimenti a Toselli - dice Contri - E' ovvio che il nostro progetto nato in questi mesi prosegue. Continuerò in consiglio comunale. Farò un'opposizione costruttiva, guardando al bene della città e del territorio. Sinceramente mi aspettavo un po' meno scarto visto che partivamo con un minimo di vantaggio ma si vede che Fabrizio ha avuto dalla sua anche i voti del Pd; e senza quelli, probabilmente non avrebbe vinto».
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