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l’assessore serra pensa ai limiti ai negozi etnici

«Aiuti alle botteghe storiche»

«Aiuti alle botteghe storiche»

Sì all’ordine del giorno Pd e alle tamponature delle vetrine vuote

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Aiutare le botteghe storiche della città, proprio mentre il ministro Franceschini vara un decreto per consentire ai sindaci di vietare l’insediamento di mini-market, phone center e kebaberie? L’assessore Roberto Serra non è entrato nel merito del nuovo strumento legislativo («quando ci sarà il testo definitivo ne ragioneremo, certo siamo interessati»), ma approfittando del’ordine del giorno Pd sulle Botteghe Storiche ieri in consiglio comunale, ha aperto alla possibilità di nuovi aiuti. «Fino ad un paio di anni fa era più semplice, in quanto la legge 41 consentiva un rapporto diretto tra Regione e Comune sui contributi - ha spiegato - Poi è subentrato l’orientamento regionale di trattare il tema attraverso le associazioni di categoria a prevalente orientamento sul commercio. Dall’anno prossimo, però, c’è l’intenzione da parte nostra di dialogare sul tema con le associazioni di categoria». Il documento Pd chiede in particolare, di farsi parte attiva per pubblicizzare meglio il marchio delle Botteghe storiche, specificare meglio le casistiche (osterie “semplici”, con mescita prevalente, con ristorazione prevalente) e la possibilità di ottenere i finanziamenti regionali.

L’ordine del giorno, presentato da Mauro Vignolo e Girolamo Calò, è stato approvato,come pure l’altro documento in tema di commercio in centro, presentato da Paola Peruffo (FI). Per chiudere i “buchi” lasciati dalle vetrine abbandonate si prevede per motivi di decoro pubblico, che «qualora si determini in tali aree una temporanea chiusura dell’esercizio dell’attività commerciale», il proprietario o chiunque abbia la disponibilità del locale debba provvedere entro 30 giorni o un termine imposto dall’amministrazione «ad inserire adeguata tamponatura antistante la chiusura del serramento».

Da segnalare l’approvazione delle delibere dell’assessore Luca Vaccari sulla modifica al documento di Politica integrata, e della convenzione Arce-Comune sulle 4 palazzine con 12 alloggi nel quartiere Barco, che ha visto dividersi il gruppo di Forza Italia: Zardi e Peruffo hanno votato a favore, Fornasini contro e il capogruppo Anselmi si è astenuto, come l’M5S.

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