Cultura ferrarese in lutto È morta Gianna Vancini
La letterata e presidente del Gruppo Scrittori Ferraresi è mancata domenica sera Il ricordo di Roberto Pazzi: «Una persona speciale dotata di grande sensibilità»
La notizia della scomparsa di Gianna Vancini - deceduta domenica sera all’ospedale di Cona - ha colto ieri tutti di sorpresa. La nota scrittrice, autrice di numerossimi saggi, romanzi e liriche, da oltre vent’anni presidente del Gruppo Scrittori Ferraresi (Gsf), era stata vista in pubblico lo scorso 19 maggio quando alla Biblioteca Ariostea - dove era di casa per le molteplici iniziative culturali che promuoveva - aveva presentato l’ultimo libro di Claudio Cazzola. Alle collaboratrici e amiche aveva confessato di sentirsi molto stanca e debilitata; visti gli innumerevoli impegni che aveva, si supponeva che l’affaticamento dipendesse dallo stress e dal difficile momento che aveva appena superato dopo la scomparsa della madre con la quale viveva in via Ariosto; invece la causa era un problema più grave, che in pochissimo tempo l’ha portata alla morte all’età di 75 anni.
La prima autorevole voce che la ricorda è quella di Roberto Pazzi appena tornato dalla Corea dove ha presenziato alla Fiera del libro e alla presentazione di due suoi romanzi tradotti nella lingua locale. «Gianna era una persona speciale – dichiara ancora frastornato dai fusi orari e dalla notizia - Dotata di grande sensibilità storica, stimolata da grandi maestri avuti durante il corso universitario a Bologna dove si è laureata in Lingua e letteratura straniera, nutriva un profondo amore e interesse per la cultura, in particolare per la storia e la saggistica dove ha raggiunto vertici altissimi. Anche l’incarico che ha ricoperto nel Gruppo Scrittori Ferraresi che si avvaleva anche della pubblicazione della rivista “Ippogrifo”(l’ultimo numero è stato distribuito il 16 giugno) ha dimostrato il suo desiderio di unificare chi aveva gli stessi interessi letterari, vincendo l’individualismo di Ferrara, città “matrigna“ verso chi scrive. Lascia perciò un grande vuoto e la città le deve molto!».
Persona molto riservata, ha vissuto in silenzio e in disparte gli ultimi momenti della sua vita per cui molte amiche che non erano al corrente della gravità sono rimaste ancor più scosse.
Come Gina Nalini vice presidente Gsf e scrittrice lei stessa, Luisa Carrà Borgatti, presidente della “Dante Alighieri”, che quando era preside a Pontelagoscuro la ebbe come insegnante e con la quale collaborò in seguito per molte manifestazioni, Anna Marti che recentemente aveva presentato la sua silloge poetica all’Ariostea e tutte le volontarie del Tè Letterario, appuntamento mensile nell’Oratorio di San Benedetto, che Gianna Vancini aveva ideato.
Nominata recentemente Cavaliere al Merito della Repubblica, oltre ai tre romanzi si era dedicata particolarmente alla figura di San Contardo, patrono di Broni con cui Ferrara si è gemellata dopo la pubblicazione dei quattro volumi a lui dedicati; l’unico santo della Casa d’Este insieme a tre Beatrici, proclamate “beate“ ai quali l’arcivescovo Luigi Negri ha recentemente dedicato alcuni incontri, il primo dei quali tenuto da Gianna Vancini.
È in segno di riconoscenza per le ricerche compiute rivelando la storia di S. Contardo, di San Valentino martire e patrono dell’amore, di san Nicola da Tolentino, che l’arcivescovo - come riferisce il vicario monsignor Massimo Manservigi - intende celebrare il suo funerale.
Il 23 aprile, per gli studi su San Contardo d’Este condotti «con passione, acribia e rigoroso metodo di ricerca» alla professoressa Gianna Vancini era stato consegnato dalla Diocesi, lo speciale riconoscimento “Vescovo S. Maurelio”.
Margherita Goberti
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