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Ladri nel vecchio ospedale «Lavorare qui è rischioso»

Ladri nel vecchio ospedale «Lavorare qui è rischioso»

Tresigallo, la denuncia della guardia medica: malviventi entrati mentre ero sola Un anno e mezzo fa un altro episodio. Inascoltati gli appelli rivolti a Comune e Asl

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TRESIGALLO. «Un anno e mezzo fa, per la stessa cassaforte, sono stata narcotizzata durante il mio turno di notte e mi sono risvegliata all’arrivo dei carabinieri». Sbotta così Annamaria Russo, coordinatrice della guardia medica di Copparo, Tresigallo e Berra a pochi giorni dall’ennesimo tentativo di furto subìto negli ambulatori del vecchio ospedale di Tresigallo dove, la Guardia Medica, condivide la sede, con Cup, medico di base e associazioni di volontariato. «Ho rivissuto la mia esperienza – dice la coordinatrice – quando la collega mi ha informato di quello che le era accaduto. Questa è l’ennesima testimonianza della poca sicurezza in cui siamo costretti a lavorare, turno dopo turno, ogni giorno durante la notte e nei giorni festivi. Abbiamo chiesto più volte all’Asl e all’allora sindaco Dario Barbieri di Tresigallo di poterci spostare in una sede più sicura e che possa ospitare un medico che fa turni di 12 ore alla volta e che copre un territorio vastissimo. In più viviamo nella stanza del fisioterapista, costretti a dormire su un lettino adibito alla terapia fisica che è situato in una palestrina dove, alla mattina presto, veniamo svegliati dalle Oss che iniziano a preparare i presidi per i pazienti anziani che dovranno frequentare la palestra nelle ore diurne». Ma il modus operandi della banda che ha colpito venerdì scorso fa pensare alla stessa che un anno e mezzo fa tento di scassinare, la prima volta, la cassaforte ormai dismessa da anni dall’Asl. «Era mezzanotte passata da una mezora - afferma Anna Maria Mirizio, che era in servizio quella sera - quando ho avvertito rumori ed ho telefonato ai carabinieri ma i cancelli erano chiusi ed hanno avuto difficoltà ad entrare. Ho visto uno dei malviventi vestito di nero con un passamontagna sul volto. Credo fossero già dentro i locali dal pomeriggio e forse hanno pensato che all’interno non ci fosse nessuno. In precedenza, saranno state le 22,30 avevo udito delle voci, poi ho sentito come il gracchiare di una ricetrasmittente forse era il palo che avvertiva i banditi che erano arrivati i carabinieri e sono fuggiti. Ho visto un bandito he con un piccone cercava di scardinare la cassaforte.Ho avvertito la coordinatrice e so che è stato informato anche il direttore generale delle cure primarie. Ho telefonato al sindaco (Andrea Brancaleoni ndr.) il quale si è attivato prontamente ed ora siamo ospitati nella casa di riposo dove c’è una piccola palestra . Una cosa del genere non mi era mai accaduta. Facciamo turni di 12 ore in queste condizioni».

«Sono 3 anni che continuiamo a denunciare la situazione di precarietà e insicurezza in cui siamo costretti a vivere e in più, da un mese a questa parte, il parco che circonda il vecchio ospedale rimane al buio durante la notte perché l’illuminazione è spent - dice la coordinatrice - Non sappiamo più a chi chiedere visto che veniamo rimpallati fra gli uffici comunali, l’Asl e l’assistente sociale. Così non si può più continuare, ma nemmeno chiederci di trasferire la sede della guardia medica a Copparo, chiudendo così Tresigallo, perché il territorio da coprire sarebbe troppo vasto, le distanze aumenterebbe e nello stesso tempo non riusciremo a garantire la stessa l’assistenza notturna ai pazienti delle campagne e dei paesi di una così vasta zona come Formignana, Jolanda, Berra e Tresigallo».(f.a.)

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