«Minarelli ci ha tradito. Mai più collaborazione»
Portomaggiore, Sel sorpresa dalla mossa del sindaco che ha “imbarcato” Vacchi. Stasera in un clima molto agitato l’insediamento del nuovo consiglio comunale
Primo giorno d’estate. E primo Consiglio comunale della nuova legislatura portuense. Ma come la stagione estiva, la seduta inaugurale di stasera alle 21 in Municipio rischia di rientrare nella top ten delle più bollenti degli ultimi trent’anni. La prova giunge dalle dichiarazioni di molti esponenti politici, eletti e non dopo il voto del 5 giugno, alla scelta del sindaco Nicola Minarelli di inserire in giunta anche Alessandro Vacchi, suo avversario politico alla consultazione elettorale.
Se le minoranze, con Gian Luca Lombardi di Lega Nord e Roberto Badolato di Per Portomaggiore, nonché l’alleata di quest’ultimo Giovanna Stefanelli con Fare, hanno espresso un giudizio altamente negativo, soprattutto per via del ribaltone post-elettorale rispetto alle intenzioni pre-voto, anche gli alleati di centrosinistra sono schierati per la rescissione del patto col Pd. Giovanni Tavassi, segretario comunale di Rifondazione Comunista, ex assessore nel primo mandato di Minarelli, uno degli amministratori più attivi, ha deciso di abbandonare la maggioranza, passando sui banchi dell’opposizione.
La scelta porterà Tavassi a lavorare probabilmente lontano anche dagli impegni in Pro Loco, dove la sua presenza si era fatta sentire in questi anni. Ma la fuoriuscita di Rifondazione, con Giuseppe Alesci (successore designato dallo stesso Tavassi in giunta come assessore) passato nelle file del Pd, non è l’unica. Anche Sel – Federazione di Ferrara ha comunicato la rottura del patto pre-elettorale. «Apprendiamo con sorpresa e delusione – recita il comunicato della sede estense – la decisione di Nicola Minarelli di includere nella sua giunta Alessandro Vacchi, giovane esponente della destra portuense e candidato sindaco contro lo stesso Minarelli. La nostra scelta di appoggiare la lista Portomaggiore Futura non è stata una decisione leggera e frettolosa, dettata dalla volontà di garantirci ad ogni costo una posizione all’interno del governo cittadino. Al contrario, è maturata a seguito di una profonda riflessione, il cui risultato è stata la scelta di confermare la nostra piena fiducia ad una formazione di centrosinistra che, in totale controtendenza rispetto a quanto sta accadendo a livello nazionale, ha dimostrato di saper amministrare la città. L’inattesa virata a destra sconfessa e tradisce gli accordi scritti e la fiducia della stragrande maggioranza dei cittadini. Pur parlando di comunità che si governa tenendo insieme tutte le forze politiche e le potenzialità rispondiamo che è chiara la volontà di chiudere un’importante pagina di buon governo, scegliendo di proseguire su una strada incerta di larghe intese. Strada che non possiamo e vogliamo condividere. Con profonda amarezza, per scelte avulse da ciò che è la nostra volontà, il nostro rapporto di collaborazione per il governo del territorio si interrompe». In questo clima molto agitato, si snoderà la seduta con un ordine del giorno burocratico-formale, ma molto interessante. Prima il sindaco pronuncerà il giuramento con esposizione delle linee programmatiche. Poi, votazione del presidente e vice del consiglio comunale e nomina della giunta insieme ai consiglieri delegati. Infine, elezione dei componenti della commissione elettorale e i consiglieri che andranno in seno al Consiglio dell’Unione “Valli e Delizie”. (e.m.)
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