Un grande Servillo sul palco
La taranta fa il tutto esaurito: «Poveri con dignità, ricchi di energia»
COMACCHIO. Storie di anguille, leggende e filastrocche legate alla devozione mariana, canti e poesie in vernacolo, come l'elogio al fiocinino, nell’ambito della rassegna “Tra anguille e tarante”, organizzata nel fine settimana in laguna, si sono amalgamate in maniera sapiente e coinvolgente con i ritmi delle danze del sud. Entrambi gli spettacoli serali andati in scena a Palazzo Bellini, sotto la direzione artistica del musicologo Ambrogio Sparagna hanno registrato il tutto esaurito, a riprova, come ha spiegato lo stesso Sparagna prima della straordinaria pizzica di chiusura di domenica, che «il dialetto, come tutte le tradizioni, va difeso e tramandato. In questi giorni abbiamo raccontato storie di anguille e di gente semplice, povera, ma i poveri sono uguali al nord, al centro, al sud – ha aggiunto Sparagna-. Quando si è poveri con dignità, si è ricchi di energia, di parole e di lingua». L’artista Francesca Trenta ha compiuto un lavoro di preparazione esemplare con il teatro comunitario locale “Temperamenti”, allargato per l’occasione, grazie alla partecipazione di turisti, che hanno aderito alle attività di laboratorio. Durante lo spettacolo di domenica sera “E lu mare”, accompagnato dall’Orchestra popolare italiana, diretta da Ambrogio Sparagna, si sono esibiti una quarantina tra narratori e danzatori locali, sotto la guida di Francesca Trenta. Protagonista della serata Peppe Servillo, attore e cantante applauditissimo per l'esecuzione di brani della tradizione salentina. Seguitissimo anche lo spettacolo pomeridiano presentato dal gruppo teatrale “Temperamenti”.
Katia Romagnoli
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
