«Disperazione aggiunta alla disperazione»
San Giuseppe, il titolare del capannone andato a fuoco: prima il fallimento, adesso anche questa
SAN GIUSEPPE. Ieri mattina personale tecnico del Nucleo operativo della compagnia carabinieri di Comacchio, al termine di quello compiuto dai Vigili del Fuoco, ha effettuato un sopralluogo nello spaccio mobili “Ballarini Design” di San Giuseppe, divorato dalle fiamme nella serata di lunedì.
Il sopralluogo è naturalmente finalizzato a fornire elementi utili alle indagini condotte dai carabinieri di Porto Garibaldi, prontamente intervenuti la sera prima con una pattuglia di colleghi del Norm, subito dopo l’arrivo dei pompieri. L’area interessata dall’incendio, di circa 2mila metri quadrati, non risulta sottoposta a sequestro, evidentemente perché il sopralluogo ha fornito elementi utili a al proseguo delle indagini, mentre il cancello di ingresso resta delimitato da nastro bicolore.
«Ero al bar a Mezzogoro – ha spiegato il titolare Gable Ballarini, presente sia durante lo spegnimento dell’incendio, che l’indomani durante il sopralluogo - quando mi ha chiamato intorno alle 21 mio figlio, allertato da un suo amico. Mi sono subito precipitato qui. È un dramma nel dramma, perché – ha aggiunto l’uomo – dopo aver chiuso l’attività nel 2014 per la crisi, ora ci ritroviamo anche a contare i danni di un incendio».
Quattro sono le squadre di pompieri intervenuti per domare le fiamme all’interno dello spaccio mobili, situato in via del Lavoro, nella zona artigianale di San Giuseppe. Intorno alle 22 erano già state impiegate 4 autobotti d’acqua da 7mila litri di capienza ciascuna, mentre un altro mezzo si è rifornito d’acqua dal punto di alaggio allestito per le emergenze dei pompieri, in via dei Mestieri. Il fumo nero che fuoriusciva dalla struttura aveva reso irrespirabile l’aria, tanto che si è reso necessario l’intervento di un quinto mezzo all’avanguardia, quello del nucleo Nbcr (nucleare-biologico-chimico-radiologico) attrezzatissimo per tutti gli interventi altamente specialistici. Pompieri e carabinieri, diretti dal tenente Andrea Coppi, comandante del Norm di Comacchio, hanno lavorato senza soluzione di continuità, tenendo monitorata l’area per tutta la notte.
«La recinzione risulta tagliata in un punto non illuminato dai lampioni – ha commentato ieri mattina Gable Ballarini, il titolare -, ma non ho sospetti su nessuno. Mi affido al lavoro degli inquirenti».
Un odore micidiale di bruciato si avvertiva ancora ieri mattina nei pressi dell’ex-spaccio mobili che, al momento dell’incendio conteneva pochi mobili ed era impiegato come deposito. Mentre le pareti esterne in cemento armato hanno retto al fuoco, gran parte dell'impiantistica e le pareti interne in cartongesso, utilizzate per l’esposizione dei mobili hanno ceduto, insieme al legno, alla devastazione.
Katia Romagnoli
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