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«Piove», e invece no Turismo al tappeto

«Piove», e invece no Turismo al tappeto

Palio, eventi estivi e stagione balneare condizionati da previsioni sballate Arpae: possiamo sbagliare del 15-20%. Asshotel: basta con le esagerazioni

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L’estate in ostaggio delle previsioni meteo, prima ancora che delle perturbazioni “monsoniche”. Gli ultimi due episodi, cioè le mancate avvisaglie della mareggiata del 16 giugno che si è mangiata un pezzo del litorale dei Lidi comacchiesi e ravennati, e invece l’allerta meteo della Protezione civile lo scorso weekend (45 millimetri di pioggia, onde alte 2,5 metri) finito nel nulla, è stata... la goccia che fa traboccare il vaso. L’ultimo allarme a vuoto, tra l’altro, ha contribuito a relegare la corsa dei cavalli del Palio ad un’infelice prima parte della mattinata di domenica, dopo un estenuante tira-molla dovuto proprio alle previsioni meteo che è durato tre settimane. «Ai nostri Lidi non sono certo contenti di questo inizio di stagione, sia per il maltempo che per il meteo-terrorismo: si sono viste previsioni nefaste anche quando poi è piovuto poco o nulla, e questo sta creando problemi a tutto il nostro turismo» è la protesta di Nicola Scolamacchia (Astra Hotel), presidente di Asshotel-Confesercenti.

Quanto sono attendibili le previsioni meteo non tanto dei siti commerciali, ma di enti pubblici come Arpae, controllata dalla Regione Emilia Romagna? «Il nostro livello di affidabilità è dell’80-85%, però dobbiamo fare una distinzione» è la premessa di Carlo Cacciamani, responsabile meteo dell’Arpae, che in questi giorni si sente porre domande simili con insistenza. «Sul nostro sito troverà solo previsioni a due-tre giorni, invito a non programmare nulla sulla base di certe previsioni puntuali, a livello addirittura comunale, che vengono pubblicate 20-25 giorni prima - spiega il tecnico - Però non mi può chiedere se a Lido di Volano, tra due giorni alle 15, ci sarà un violento temporale, perché questo nessuno è in grado di prevederlo. Le attività temporalesche estive dalle nostre parti sono transitorie e localizzate, si possono “vedere” attraverso i nostri strumenti mezz’ora-un’ora prima, al di là del fatto che le condizioni favorevoli per la loro formazione siano invece leggibili con anticipo».

Nemmeno sugli allarmi meteo della scorsa settimana, mancati o esagerati, l’Arpae è disponibile a riconoscere errori: «Non c’erano le condizioni per la mareggiata di giovedì, le nostre previsioni sull’altezza dell’onda si sono rivelate addirittura lievemente sovrastimate: l’evento ha avuto luogo ugualmente, ma solo in alcuni bagni e per determinate località - è la difesa di Cacciamani - L’altro ieri, invece, i parametri inseriti nei modelli previsivi erano pienamente compatibili con un’allerta, anche se noi avevamo messo l’accento soprattutto sulle aree A e B (la Romagna, l’allerta della Protezione civile era invece anche per Ferrara e l’Appennino bolognese e modenese, ndr). Questi modelli, lo ripeto, hanno margini di errore, ma molto limitato».

Non sarebbe meglio, a questo punto, copiare il modello veneto con il quale Regione, Arpav e albergatori mettono a disposizione previsioni aggiornate tre volte al giorno, “personalizzate” e integrate con webcam in diretta? «Teniamo conto che il nostro sistema di monitoraggio conta su centinaia di misuratori puntuali, due sistemi radar e l’elaborazione in tempo reale dei dati da satellite, che possono essere consultati anche dagli utenti: non credo ci sia bisogno di webcam, che in ogni caso non aiutano certo a fare previsioni - è la conclusione, scettica, di Cacciamani - E i nostri modelli sono in linea con i modelli europei, con il contributo anche dell’università di Ferrara».

Si avverte un certo scoramento anche tra gli albergatori, che ormai da qualche anno lottano contro il meteo-terrorismo senza, in verità, grandi risultati: «Le webcam servono poco, dal nostro punto di vista, perché la programmazione del weekend avviene al massimo al giovedì e non si decide se prendere o meno la camera d’albergo il giorno prima - è il ragionamento di Scolamacchia - Spingere i turisti a non programmare sulla base di previsioni meteo spesso sbagliate è una battaglia persa, al massimo si potrà diffondere le serie storiche delle previsioni e delle effettive precipitazioni, per evidenziare l’alta frequenza degli errori. L’unica strada è puntare sull’autoregolamentazione dei siti meteo “ufficiali”, come l’Arpae, che dipendono da enti pubblici. La sensazione è che anche loro tendano a calcare la mano sul maltempo per via delle responsabilità a loro attribuite in caso di mancato avviso. È necessario contrastare questa tendenza, magari intervenendo in Regione».

Siamo quindi alla “moral suasion” dopo che le bellicose dichiarazioni d’intenti degli anni scorsi, con minacce di denunce per i meteo-terroristi, non hanno evidentemente funzionato.

Stefano Ciervo

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