Salta la trattativa Eni-Sk Versalis non sarà venduta
Chiarioni (Cgil): «Se serve un nuovo partner che sia un soggetto industriale» Tagliani e Ferri: «Bene, ora il governo deve puntare sul rilancio della chimica»
Versalis non sarà venduta. Un comunicato diffuso da Eni alle 16.50 di ieri mette la parola fine a un affare che fine a un mese fa sembrava ormai in porto: «Eni e il fondo americano SK Capital hanno convenuto di porre fine alla trattativa per la cessione di una quota di maggioranza delle azioni di Versalis spa avendo constatato l'impossibilità di trovare un accordo su alcuni punti negoziali tra cui, in particolare, la futura governance della società. Eni pertanto dalla prossima semestrale tornerà a consolidare integralmente Versalis nei conti di Gruppo». Che la trattativa sulla vendita del 70% delle quote di Versalis avesse incontrato degli ostacoli era emerso l’8 giugno da una dichiarazione dell’ad di Eni Claudio Descalzi: «non ci sono passi in avanti». Ora arriva la retromarcia definitiva.
Nel mondo sindacale il fallimento della trattativa viene salutato positivamente, ma nessun brinda perché se è vero che Sk Capital rimane al di là dell’Atlantico, è altrettanto vero che i nodi della chimica italiana non vengono sciolti. «A livello ferrarese sicuramente possiamo festeggiare più che altrove - dice Stefano Mantovani, segretario Femca-Cisl - perché qui gli investimenti sulla gomma comunque vanno avanti, per cui Ferrara non risentiva troppo dell”effetto Descalzi” che voleva vendere perchè dice di non avere le risorse per fare gli investimenti. Noi - rammenta Mantovani - avevamo proposto come partner la Cassa Depositi e Prestiti. Adesso bisogna capire cosa succede a livello nazionale, un fatto certo è che in questa fase la chimica va forte in termini di guadagni, per cui Versalis potrebbe essere in condizione di camminare con le proprie gambe».
Per Fausto Chiarioni, segretario Filctem-Cgil, l’eclissi di Sk Capital è una buona notizia, non sufficiente però a rischiarare il cielo della chimica nazionale. «Siamo davanti a uno snodo sul futuro della chimica, perché resta la necessità di garantirne l’esistenza e lo sviluppo». Il punto di partenza resta il piano industriale presentato da Versalis un anno fa. «Auspichiamo che si facciano gli investimenti promessi nel più breve tempo possibile a Ferrara e in Italia, e qualora vi siano difficoltà a reperire le risorse finaziarie, occorre costruire un’alleanza, una partnership credibile. Se un’operazione di cessione deve essere fatta che sia fatta con un soggetto industriale».
Dal Municipio arriva la dichiarazione congiunta del sindaco Tagliani e dell’assessore Caterina Ferri: «Riteniamo del tutto condivisibile la decisione di Eni di interrompere le trattative con il Fondo SK Capital, specie data l'assenza di garanzie sul piano industriale di Versalis e sull'assetto della governance per gli anni a venire. Non era possibile rischiare di mettere a repentaglio gli investimenti previsti (a Ferrara sta procedendo la costruzione dell'impianto degli elastomeri del XXVII) e il patrimonio di professionalità e competenze di Versalis. Auspichiamo che sia un primo passo verso la decisione del governo di puntare sul rilancio della chimica italiana di Eni, un settore fondamentale per la crescita industriale del Paese»
Marcello Pradarelli
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