Scippato disabile in carrozzella in pieno centro
Il presidente associazione invalidi Andrea Carlos Dana è stato derubato del portafoglio da un uomo di colore. E lancia un appello: "troppe aggressioni e furti su persone disabili, occorre fare qualcosa" . "Ho girato il mondo sono stato in città pericolose e non mi è mai successo niente: invece a Ferrara sotto casa"
FERRARA - Un altro scippo, uno dei tanti, in centro città a due passi dal Duomo, nella zona di via Vecchie: un altro scippatore in azione, uno dei tanti che in questi mesi hanno macchiato le pagine di cronaca cittadina. E che questa volta ha preso di mira come vittima Andrea Carlos Dana, presidente Associazione invalidi di Ferrara: lo scippo è avvenuto lunedì scorso poco dopo le 19, quando Dana poco distante da casa si trovava sulla sedia a rotelle motorizzata. In via Zemola è stato affiancato da un ragazzo nordafricano in bicicletta che è riuscito a portargli via portafogli con tutto dentro, soldi, tessere e documenti. Sicuramente era stato seguito dallo scippatore che è poi scappato con un bottino di 400 euro, in bicicletta, nelle stradine del centro città.
Uno scippo subìto su cui Dana non vuole soffermarsi più di tanto, per non personalizzare e avere l’occasione di lanciare un appello, forte e chiaro per tutti i disabili vittime di furti, scippi e rapine. «Occorre sempre più parlare degli invalidi come vittime di questi reati, per le tante segnalazioni e denunce che io stesso ricevo da loro». Da qui l’allarme: «Sì - spiega Dana un allarme da lanciare perchè sono aumentate le aggressioni su persone disabili, non è un caso se appena due giorni fa - come aveva riportato la Nuova Ferrara, ndr - nel parco della mutua è stato rubato un cellulare ad una ragazza un sedia a rotelle (una socia Aias,ndr). Le vittime sono anche anziani ma non solo di scippi in strada, qui parliamo anche di fatti che avvengono nelle case, dentro le case».
La disabilità, allora, diventa per chi scippa, ruba e rapina un motivo in più per fare il colpo: la situazione è seria, vista la maggiore vulnerabilità delle vittime: «Occorre lanciare l’allarme perchè i disabili sono bersagli più facili. Occorre che stiano - che stiamo - molto più attenti, tutto si fa molto serio e occorre, senza voler fare finti allarmismi, prendere maggiori precauzioni».
Un piccolo elenco, un piccolo vademecum e “fai da te” da mettere in pratica per rendere meno vulnerabili i disabili. «Prima di tutto - spiega Dana - non si dovrebbero portare troppo soldi con sè, o oggetti preziosi in vista; quindi si dovrebbero evitare strade o non si dovrebbe passare quando si è soli».
Ma siamo a Ferrara, dovremmo essere tranquilli, è proprio diventata una città così a rischio, pericolosa? «Devo dire di sì - risponde netto Dana - praticamente sono andato sempre in giro dappertutto e non mi è successo niente. Ho girato il mondo in città grandi come New York, Londra, Barcellona: non mi è mai successo qualcosa di brutto anche nei quartieri più malfamati». Invece? «Invece mi è successo di essere scippato a Ferrara alle 7 di sera davanti casa: è indice che qualcosa non va, ovviamente ed occorre anche far proposte non solo dire questo». Cosa propone? «Non si possono accusare le forze dell’ordine, non possono fare più di quanto facciano adesso, non hanno strumenti adatti a fronteggiare i problemi. E’ il caso delle due vigilesse aggredite, costrette a scappare: è ridicolo». Dana poi orna all’esperienza di consigliere comunale, quando Ferrara era tra le poche città in Italia ad avere una polizia municipale non armata: «Se quelle due vigilesse avessero avuto una pistola sarebbe successo quello che è successo? Credo - chiude Dana - si debbano rivedere molte cose».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
