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Dall'imposta di soggiorno tesoretto di 600mila euro

Turisti davanti al Castello Estense
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Turisti davanti al Castello Estense

Il Comune orientato a destinare quasi tutte le risorse per le mostre di Ferrara Arte. Ascom: spazio alle associazioni, puntare anche su promozione e riqualificazione

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C’è una robusta stampella a cui la Ferrara del turismo, degli eventi e della cultura può appoggiarsi dopo il terremoto-Carife che ne ha azzoppato la Fondazione. Questa stampella si chiama tassa di soggiorno, e durante il 2015 ha assicurato al Comune entrate per 608mila euro, un “tesoretto” peraltro in crescita rispetto all’anno precedente, quando l’importo arrivò a poco meno di 566mila euro.

Risorse che l’amministrazione, orfana del sostegno di Palazzo Crema, è orientata a dirottare quasi interamente su Ferrara Arte, come è emerso nel corso del tavolo tecnico di martedì pomeriggio, quando è stata illustrata la rendicontazione alle associazioni di categoria.

Secondo Ascom, però, ora è necessario affiancare al tavolo tecnico un tavolo politico, aprendo una discussione aperta ai rappresentanti del turismo e del commercio sull’impiego delle risorse. «Parlare di indirizzare le entrate della tassa di soggiorno su Ferrara Arte è troppo generico - interviene il direttore Davide Urban - Occorre invece specificare su quali voci si intende canalizzare i fondi, così come sarebbe utile creare una cabina di regia che includa le organizzazioni del turismo e le associazioni di categoria, aprendo un confronto con l’amministrazione sulle strategie di investimento, così come sta accadendo in altre città».

Urban sostiene che il ricavato dell’imposta andrebbe ripartito in tre direzioni: mostre, promozione e riqualificazione: «La nostra proposta prevede che un terzo vada destinato ai grandi eventi e alle mostre. Gli uni e le altre, però, perché diventino fonte di attrazione e di presenze, devono essere vendute nel modo giusto, ed ecco che il secondo terzo dovrebbe servire a sviluppare strategie di promozione». L’ultima fetta, conclude Urban, dovrebbe essere impiegata nella riqualificazione «visto che il turismo non si limita agli eventi, ma riguarda l’offerta turistica complessiva della città, e questo significa riqualificare alcuni punti di interesse urbano, a cominciare da piazza Repubblica».

Introdotta a Ferrara nel marzo di tre anni fa, la tassa di soggiorno varia da un minimo di un euro a un massimo di tre euro a testa (a seconda della struttura ricettiva) e si applica per una durata massima di cinque giorni. Nel 2013 (che non va però calcolato come un anno pieno) ha portato alle casse municipali circa 300mila euro, passati a 565.625 nel 2014 e, appunto, a 608.047 nel 2015, con un aumento di 42.422 euro rispetto all’anno precedente. Gli ospiti, tra le due annate, sono cresciuti di 17.325 presenze, totalizzando 25.956 pernottamenti in più.

Alessandra Mura

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