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Minarelli ricomincia tra scintille, applausi e colpi di scena

Minarelli ricomincia tra scintille, applausi e colpi di scena

Il consiglio comunale più partecipato di sempre «Il suo stesso partito non voleva Tavassi assessore»

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PORTOMAGGIORE. Il consiglio comunale più partecipato di sempre. Dopo i criticati incarichi del sindaco Nicola Minarelli, molti cittadini hanno assistito alla seduta inaugurale del consiglio. La scintilla dopo l’elezione del presidente del consiglio, Barbara Panzani (con vice Marina Guerrini), attraverso gli interventi di Giovanni Tavassi, passato alla minoranza per l’inserimento di Vacchi in giunta. «Siamo di fronte ad un progetto – ha spiegato Dario Bernardi, capogruppo di Portomaggiore Futura – che non cambia rispetto alla campagna elettorale. L’azione è identica: spirito di sacrifico, squadra e servizio. Nel 2011, vi era un progetto aperto di comunità, andare oltre ai partiti, coinvolgendo le persone. Abbiamo sempre ragionato in termini di attività amministrativa, non guardando alle distanze. La partecipazione non si esaurisce dentro i partiti, ma anche fuori. Vacchi, così come Molesini e Bigoni, non hanno etichette politiche. Il Pd locale lavora per un progetto di comunità, inserendo quote di rappresentanza ad altre forze politiche. Non abbiamo cacciato nessuno a beneficio di nessuno. Rispetto la scelta di Tavassi, ma non la condivido. Guardando alla logica dei partiti, il progetto di Portomaggiore Futura con Prc e Sel non doveva nascere». Il sindaco, dove ha illustrato la pianificazione dei 5 anni. Tra le principali, la costituzione di un osservatorio per la famiglia, la valorizzazione del Verginese attraverso fondi del Ducato Estense, il recupero e ampliamento del centro sportivo “Zardi”, trenta nuove telecamere attorno al capoluogo e l’abbattimento delle barriere architettoniche nel territorio. «Eravamo davanti ad un bivio – ha detto Vacchi – rimanere in minoranza o mettersi alla prova, valorizzando un’opportunità. Il sindaco ha avuto coraggio e lungimiranza: stimo Tavassi, ma l’ideologia politica ha frenato il suo mandato». Finale per Minarelli. «Il progetto va oltre ai recinti. Potevo governare, togliendomi soddisfazioni e diventando arrogante. Ho cercato di avere coraggio, oltrepassando logiche egoiste e personali. Tavassi non avrebbe fatto l’assessore per volontà del suo partito. Pur valorizzando un giovane, avrei riconosciuto a Giovanni ruoli e deleghe importanti per la bontà del suo operato. Non ho escluso nessuno, ma le dichiarazioni di Prc e Sel mi sorprendono. La forza del gruppo è stata anteporre la politica a favore di Portomaggiore».(e.m.)

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