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Non fece stalking contro l’hotel-bar della Torre Orologio

Non fece stalking contro l’hotel-bar della Torre Orologio

Condanna solo per esercizio arbitrario delle proprie ragioni Il legale: «Dipinto come criminale e arrestato, caduto tutto»

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Fino alle fine, anche ieri mattina in tribunale, davanti al giudice Luca Marini ha espresso le proprie ragioni con dichiarazioni spontanee, contro l’accusa di stalking che lo gli costò l'arresto (in casa, revocato subito) nel luglio scorso e poi il processo concluso ieri. Fermando Galletti, 75enne pensionato, ex farmacista, è stato alla fine condannato dal giudice che però ha ridimensionando tutta la vicenda: derubricando il reato di stalking (il pm Tittaferrante aveva chiesto 1 anno di reclusione) in quello di «esercizio arbitrario delle proprie ragioni». Una pena bassa, 500 euro di multa, conversione in pena pecuniaria, e adesso attraverso il suo legale, Ugo Ferroni chiede un risarcimento morale: «Lo hanno dipinto in tutta Italia - la notizia rimbalzò nelle cronache e poi nel web, coi video della polizia che lo riprendevano mentre esercitava eccessivamente le proprie ragioni - come un persecutore, è stato costretto agli arresti in casa a 40 gradi nell’estate più calda degli ultimi 100 anni, animato dalle ragioni che nella sua casa, il suo condominio, c’era un esercizio pubblico che non doveva esserci: chiuso oggi dal Tar».

Galletti che abita nel condominio Torre Orologio (lo stesso che ospita la redazione del nostro giornale) era accusato di aver sabotato la porta scorrevole che separa il bar Torre della Vittoria dall'area degli appartamenti privati, nella palazzo di corso Porta Reno e in più scriveva frasi offensive negli ascensori del condominio contro l’Hotel Torre della Vitoria che aveva aperto anche un bar senza averne le credenziali, poi chiuso dalle autorità poichè privo delle autorizzazioni necessarie.

A denunciare Galletti, era stata proprio la titolare dell'attività, Grazia Bego, che era costituita parte civile al processo. Al centro di tutto il contenzioso tra l’hotel-bar e il Comune, a suon di ricorsi al Tar e pratiche edilizie presentate e poi bocciate. Dal febbraio scorso, ultimo atto, il Tar ha imposto la chiusura del bar - diventato oggetto della discordia - poichè la presenza di clienti del bar dava fastidio al pensionato. Da qui le manomissioni, le scritte, e gli atti che la polizia arrivò a registrare con telecamere nascoste per poi chiedere e ottenere l’arresto di Galletti: liberato subito dopo con l’imposizione dell’obbligo di firma: «A 75 anni mai mi sarei aspettato tutto questo», aver fatto valere le proprie ragioni, ma in modo eccessivo, dice il giudice. (d.p.)

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