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Spina torna a produrre il sale Adesso manca la calda estate

I nuovi salinari: «Si dovrà arrivare almeno a 26 gradi per l’evaporazione e la produzione» Intanto il Cadf ha realizzato un delicato sistema di regimentazione delle acque

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COMACCHIO. L’attesa reimmissione dell’acqua nel primo dei bacini salanti ha ufficialmente sancito ieri pomeriggio il ritorno alla produzione del sale, nell’antica salina del Lido di Spina. «Dal deposito d’acqua delle vecchie vasche di evaporazione, con l’apertura della chiusa – ha commentato il responsabile del nuovo gruppo di salinari Luigi Cavallari – facciamo circolare l’acqua nella prima vasca. Prima è stata compiuta una verifica sul grado di concentrazione salina dell’acqua – ha aggiunto Cavallari -, che è pari a 3 gradi Baumè. Si dovrà arrivare, a 26 gradi per la produzione del sale, ma i tempi dipendono dalle condizioni atmosferiche». Se tutto procederà per il meglio, in presenza dei tre requisiti fondamentali, ovvero acqua salata, vento e sole, in assenza di precipitazioni piovose, che invece altererebbero il grado di salinità, il primo quantitativo di sale si otterrà a fine agosto. Nel laboratorio didattico recentemente inaugurato insieme alla Torre Rossa, il vicesindaco Denis Fantinuoli, dopo aver ringraziato Cadf ed Ente di gestione per i parchi e le biodiversità Delta del Po, partners della convenzione che ha consentito di staccare il traguardo di ieri, ha sottolineato che «finalmente, grazie ad interventi di recupero e di ripristino della salina, sito protetto di rilevanza internazionale, diamo il via ad un percorso di recupero e rilancio delle nostre tradizioni. Grazie a chi ci ha preceduto con risorse ed impegno – ha aggiunto Fantinuoli -; noi vogliamo fare lo step successivo, facendo rivivere la salina e diffondere il nostro patrimonio di tradizioni, antichi mestieri e tipicità». Carlo Bariani, dirigente tecnico del Cadf, ha ricordato che «siamo il braccio operativo all’interno della convenzione che beneficia di un finanziamento comunale di 150mila euro, che in pochi mesi ha consentito di mettere in campo cospicui lavori di riqualificazione». Il primo intervento effettuato dal Cadf è consistito nell’allaccio dell’acqua potabile in salina, lavoro «impegnativo – ha sottolineato Bariani -, con tubo che dalla Romea è stato portato sin qui». Sono inoltre stati risistemati gli argini della salina, fortemente compromessi dalla mareggiata del febbraio 2015 ed è stato posto in sicurezza l’impianto di depurazione. Il Cadf ha pure realizzato un sistema di regimentazione delle acque indispensabile per la ripresa del ciclo produttivo del sale e sono stati eseguiti interventi di completamento con la realizzazione di una pompa di riserva, da utilizzare in casi di emergenza. «In estate trasferiamo qui da Serravalle – ha concluso Bariani – il centro di educazione ambientale». Un ringraziamento corale è andato all’ultimo salinaro, Francesco Farinelli, andato in pensione 2 mesi fa e al nuovo gruppo di salinari, freschi di corso di formazione.

Katia Romagnoli

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