Assumeva braccianti per conto di un morto
Scoperto dai carabinieri il trucco di un albanese che chiedeva manodopera anche a Ferrara
FERRARA. In tempi in cui per trovare un’occupazione serve “un santo in paradiso”, lui aveva applicato il meccanismo alla lettera. E infatti sfruttando il nome di un piccolo imprenditore ravennate deceduto oltre un anno fa aveva cercato di far giungere in Italia una trentina di extracomunitari - indiani e marocchini - per i quali aveva avviato fittizie procedure di assunzione.
Trucco scoperto dai carabinieri di Ravenna e Faenza che hanno denunciato un cittadino albanese di 36 anni, mentre sono in corso accertamenti per verificare eventuali flussi di denaro dietro ai tentativi di regolarizzazione e il coinvolgimento di altre persone.
L’uomo aveva infatti avviato l’iter per la presentazione telematica di contratti di lavoro stagionale in modo da consentire l’ingresso in Italia di 31 extracomunitari. Domande che aveva inoltrato tra la primavera e l’autunno scorso non solo allo sportello unico per l’immigrazione di Ravenna ma anche a Ferrara e a Rovigo per l’assunzione di braccianti, indicando come datore di lavoro il titolare di una azienda agricola con sede in Romagna ma con appezzamenti anche in Emilia e in Veneto che potevano giustificare quelle richieste.
Peccato però che la chiamata - si è poi scoperto - venisse dall’aldilà: dalle verifiche dei militari è infatti emerso che l’imprenditore che doveva assumere gli addetti per la raccolta di frutta e verdura era morto nei primi giorni di maggio del 2015.
Altri accertamenti hanno poi consentito di appurare che gli indirizzi utilizzati per inoltrare le richieste telematiche erano riconducibili solamente al 36enne, che è stato così denunciato.
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