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Bardasi si dimette a sorpresa dall'Asl di Ferrara

Bardasi si dimette a sorpresa dall'Asl di Ferrara

La direttrice ha rimesso l'incarico in Regione: "Motivi personali". Martedì aveva presentato il piano d'integrazione con il Sant'Anna

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FERRARA. Il punto è stato inserito d'urgenza nell'ordine del giorno della prossima giunta regionale, programmata per lunedì 27 giugno: dimissioni del direttore generale dell'Asl di Ferrara, Paola Bardasi. Notizia inattesa, sia in provincia che a Bologna, di cui non era circolato sentore fino a ieri quando la "voce", poi confermata, ha fatto sobbalzare sulla poltrona dell'ufficio anche i dirigenti dell'azienda sanitaria locale. "Motivi personali", questo il messaggio che sarebbe stato trasmesso dalla manager in Regione, l'ente che nomina i direttori generali delle aziende sanitarie. Paola Bardasi, già direttore amministrativo dell'Asl di Ferrara durante il mandato di Paolo Saltari, ha sostituito lo stesso Saltari in via Cassoli l'1 marzo 2015 rientrando nella tornata di 14 nomine per il rinnovo degli incarichi assieme al collega Tiziano Carradori, subentrato nello stesso giorno a Gabriele Rinaldi come direttore generale dell'azienda sanitaria Sant'Anna.

Come Carradori, Paola Bardasi ha ricevuto un mandato più lungo di quello dei predecessori, cinque anni anziché quattro. E assieme a Carradori ha iniziato fin da subito a delineare il percorso di integrazione fra servizi e funzioni sanitarie, tecniche e amministrative dell'azienda territoriale e dell'azienda ospedaliero-universitaria che rappresenta uno dei modelli "pilota", probabilmente a livello nazionale, nei processi o tentativi di superamento dell'attuale organizzazione amministrativa della sanità. Asl e Sant'Anna, infatti, non possono essere fuse in un'unica entità perché Ferrara è sede universitaria e all'interno dell'azienda ospedaliera convivono sia l'assistenza sanitaria che la ricerca e l'ateneo. Da qui, su input stesso della Regione, un obiettivo specificamente richiamato nella mission dei due direttori, l'esigenza di intraprendere un percorso, per certi versi da ideare partendo dalle fondamenta solo abbozzate nei mandati precedenti (Saltari-Rinaldi), che comporti di fatto l'unificazione del corpo della due aziende lasciando sdoppiate solo le funzioni di vertice (le direzioni generali: quella del Sant'Anna dedicata alle funzioni sanitarie, quella dell'Asl al ruolo amministrativo). Un progetto a cui Bardasi si è dedicata con dedizione e impegno, sostenendone la necessità e utilità in dichiarazioni pubbliche e in consessi istituzionali.

Ma anche un traguardo verso cui, così è apparso fino ad oggi anche ai più stretti collaboratori, stava viaggiando con decisione e unità d'intenti assieme a Carradori. Proprio martedì scorso, nel corso di una riunione dell'organo di direzione dell'Asl, aveva illustrato le tappe per giungere entro la fine dell'estate alla definizione del regolamento che sta alla base del progetto di integrazione. La scorsa settimana inoltre era stata in Regione per illustrare i risultati raggiunti con l'istituzione delle Case della Salute citando come esempio e modello l'esperienza ferrarese di Copparo. La notizia delle sue dimissioni ha colto di sorpresa anche molti suoi collaboratori. Tra le ipotesi che circolavano ieri sulle possibili motivazioni, tutte ufficiose però e da registrare come "rumors", dissidi con il direttore generale dell'azienda ospedaliera sui processi di integrazione in corso, ipotesi che non sembra avvalorata dall'atteggiamento - almeno sotto il profilo pubblico e della sequenza degli atti amministrativi - tenuto dalla manager negli ultimi mesi. Oppure un incarico prestigioso maturato improvvisamente che le possa offrire una visibilità proporzionata alle sue competenze, confermate da un brillante curriculum (ex ricercatrice per il Ministero della Sanità, ex dirigente dell'Area economica dell’Agenzia Sanitaria Regionale, ex direttore del Servizio finanze e Controllo di gestione dell'ex Asl di Bologna, poi direttore del Dipartimento amministrativo della nuova Asl Bologna nel processo di unificazione delle tre ex Asl bolognesi; inoltre collaboratrice di commissioni tecniche dell'assessorato regionale alla Sanità). (gi.ca.)

 

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