«Ferrara Arte ha bisogno della tassa di soggiorno»
Maisto: 200mila euro non bastano a mantenere lo standard delle mostre Scolamacchia (AssHotel) propone una quota per il consorzio Visit Ferrara
Seicentomila diviso tre fa duecentomila. E con duecentomila euro - perso il mezzo milione che veniva elargito dalla Fondazione Carife - non è possibile mantenere il ritmo di tre mostre ai Diamanti ogni tre anni: ci si dovrà limitare a una sola ogni anno e mezzo. È lineare e “matematica” la replica dell’assessore alla Cultura Maisto alle proposte dell’Ascom sulla tripartizione dei 600mila euro derivanti dalla tassa di soggiorno. Il direttore Urban aveva rivendicato un ruolo decisionale degli operatori del turismo e del commercio, e sottolineato la necessità di non indirizzare l’intera somma a Ferrara Arte, ma pensare - in parti uguali - anche alla promozione degli eventi e la riqualificazione urbana. Ben vengano contributi e proposte, interviene ora Maisto, a patto di essere consapevoli di dover poi compiere delle scelte non facili. «Investire in Ferrara Arte solo 200mila euro significa tagliare mostre ed eventi, e sono convinto che di fronte a questa prospettiva molti operatori non sarebbero d’accordo». Se con l’uscita di scena della Fondazione i margini di investimento si sono drasticamente ridotti, dunque, per mantenere lo stesso standard espositivo e potenziare la promozione (peraltro ritenuta centrale da Maisto) l’unica strada da percorrere è una sinergia che contempli anche un contributo fattivo da parte delle associazioni. Sulla stessa lunghezza d’onda, da Confesercenti, la posizione del presidente AssHotel Nicola Scolamacchia che, bollata comunque come «pessimo onere» l’imposta di soggiorno, ritiene coerente la decisione dell’assessorato al Turismo di destinare la totalità del ricavato a Ferrara Arte. Bocciata invece l’idea di Ascom di utilizzare parte dei fondi nella riqualificazione urbana: «Non ci deve essere correlazione, a nostro avviso, fra quanto si incassa da questa imposta e il decoro della nostra città, che deve essere perseguito comunque e a benefico primario dei cittadini». Bene invece la proposta di dirottare parte dei fondi «alla promozione diretta della nostra destinazione turistica, indirizzandone una quota certa al Consorzio di incoming Visit Ferrara, unico soggetto oggi effettivamente attivo nella promo-commercializzazione della città e aperto a tutti. Consorzio che, è bene evidenziarlo, vive oggi per larga parte di contributi privati, ricevuti dai propri soci e dalla Camera di Commercio, soggetto anch'esso privato e finanziato dalle stesse aziende del territorio». (a.m.)
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